Agricoltura
17 Febbraio 2026 12:25:35
Nei giorni scorsi, nella sede di Coldiretti Asti, si è svolto un incontro di formazione e informazione rivolto ai soci, con particolare attenzione a chi opera nell’orticoltura in serra, ambiente in cui questo insetto trova condizioni ideali per svilupparsi.
Conosciuta scientificamente come Tuta absoluta, la tignola del pomodoro è un insetto originario del Sud America che rappresenta una minaccia concreta per le coltivazioni. A differenza di molte altre specie, non entra in una vera fase di inattività durante l’inverno, riuscendo a sopravvivere nelle serre e a riprendere rapidamente il proprio ciclo vitale non appena le temperature tornano favorevoli. Il risultato può essere devastante: foglie, germogli e frutti vengono attaccati, compromettendo interi raccolti.
A illustrare le caratteristiche e la pericolosità dell’insetto è stato Antonio Bagnulo, responsabile tecnico di Coldiretti Asti, che ha sottolineato come la rapidità di riproduzione renda particolarmente difficile il contenimento dell’infestazione. Il problema è aggravato dal fatto che non esiste ancora una soluzione definitiva, rendendo necessario un approccio integrato basato su prevenzione, monitoraggio e tecniche innovative.
Il contributo scientifico è arrivato dalla professoressa Luciana Tavella del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Agroalimentari dell’Università di Torino, che ha spiegato come la Tuta absoluta colpisca in modo particolare il pomodoro e, in misura minore, la melanzana. Interessante anche l’osservazione sul possibile ruolo delle zucchine come “trappola biologica”: l’insetto può deporre le uova, ma le larve non riescono a completare lo sviluppo.
Tra le strategie di difesa attualmente disponibili, la prevenzione resta fondamentale. La pulizia delle serre, il controllo costante delle piante e l’utilizzo di reti anti-ingresso rappresentano i primi strumenti per limitare la diffusione. A questi si affiancano soluzioni biologiche come l’impiego di batteri naturali, funghi entomopatogeni e organismi predatori, oltre a tecniche innovative basate sulla cosiddetta “confusione sessuale”, che interferisce con il ciclo riproduttivo dell’insetto.
Il mercato sta inoltre introducendo nuovi dispositivi sostenibili di bio-cattura, che sfruttano richiami luminosi, olfattivi o vibrazionali per intercettare gli adulti. Tra le novità più promettenti vi sono sistemi capaci di bloccare i segnali di allarme emessi dagli insetti, migliorando l’efficacia delle strategie di contenimento e riducendo l’impatto ambientale degli interventi.
La ricerca scientifica prosegue anche sul fronte dei parassitoidi naturali, insetti antagonisti della Tuta absoluta già presenti in alcune aree ma non ancora diffusi in Piemonte, che potrebbero rappresentare in futuro un importante alleato nella lotta biologica.
Soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa dalla presidente Monica Monticone e dal direttore Giovanni Rosso, che hanno ribadito l’importanza della formazione continua per aiutare le aziende agricole ad affrontare le sfide emergenti. L’obiettivo è chiaro: affiancare gli agricoltori con strumenti aggiornati e scientificamente validati, favorendo soluzioni sostenibili sia dal punto di vista ambientale sia economico.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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