Monale
19 Febbraio 2026 11:16:56
Il carabiniere quella signora anziana la conosce bene; lui è in servizio in zona e sa che per lei 35 mila euro sono i risparmi di una vita. Sa anche che non conduce una vita dispendiosa e, anche senza volerlo, quando ha ascoltato che disponeva il bonifico dell'intera cifra su un altro conto, si è insospettito e l'ha avvicinata per capire meglio cosa stesse facendo.
In pochi istanti è stato chiaro che l'anziana stava per cadere nella rete dei truffatori che approfittano dell'ingenuità dei più fragili per depredarli di tutti i loro soldi.
Ovviamente è stato bloccato ogni trasferimento e, con calma, la donna ha raccontato al carabiniere cosa era successo poco prima.
«Ho ricevuto sul mio cellulare un messaggio che mi avvisava che dal mio conto corrente erano stati trasferiti 1.570 euro ad un conto che non conoscevo. Io ovviamente non avevo mai disposto questo bonifico».
Sullo stesso messaggio c'era scritto che se non era stata lei a disporre il pagamento, avrebbe potuto chiamare un numero di telefono indicato.
«Io ho telefonato subito a quel numero e mi ha risposto un uomo che si è presentato come addetto al servizio di sicurezza bancaria il quale mi ha ascoltata e mi ha detto che mi avrebbe subito passato un carabiniere per sapere come fare a bloccare tutto. In effetti mi ha risposto un altro uomo che si è qualificato come carabiniere e mi ha indicato di andare subito nella mia banca per fare un bonifico di un conto corrente protetto di cui mi ha dato l'Iban».
Il carabiniere vero è intervenuto proprio mentre la donna stava trasferendo tutti i suoi risparmi, circa 35 mila euro, su quel "conto protetto" che altro non era se non il conto dei truffatori.
Il bonifico è stato bloccato prima che tutto venisse versato sul conto finale e il carabiniere ha invitato l'anziana ad andare a presentare denuncia in caserma per far avviare le indagini.
«L'episodio evidenzia ancora una volta come l'attenzione, la preparazione e il profondo senso delle istituzioni dei carabinieri rappresentino un presidio costante per la sicurezza dei cittadini, anche al di fuori dell'orario di servizio. Un gesto - si legge in una nota del Comando provinciale di Asti - che testimonia dedizione, spirito di osservazione e vicinanza concreta alla comunità».
Un'occasione per ricordare alcuni consigli importanti: nessuna banca chiede soldi o bonifici urgenti per telefono; non bisogna mai fidarsi di chi crea paura o urgenza; non si devono comunicare dati personali o bancari; in caso di dubbio interrompere le telefonate con persone sospette e rivolgersi al 112.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
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