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Condannato

«Sei grassa, nessuno vorrà amarti»: padre padrone condannato per maltrattamenti

E' solo uno dei capi di imputazione che hanno avuto per vittime una donna e le due figlie

«Sei grassa, nessuno vorrà amarti»: padre padrone condannato per maltrattamenti

Un uomo che ha usato la sua famiglia come il suo personale ring emotivo e fisico, provocando devastanti danni nella vita della moglie e delle due figlie. M. M. è comparso nei giorni scorsi davanti al giudice Cossu che lo doveva giudicare per il reato di maltrattamenti in famiglia.
E’ stato il pm Paterno insieme all’avvocato Maria Cristina Marcarino difensore di parte civile delle tre donne di casa, a delineare con precisione i contorni di un inferno fra le mura di casa. L’uomo, 53 anni, si è reso protagonista di accuse gravissime nei confronti della moglie e delle due figlie fin dalla loro più giovane età. Contro di loro non ha mai avuto pietà.
Entrambe, fin da piccole, erano obbligate ad occuparsi delle faccende di casa anche a discapito della scuola e del necessario svago della loro età. La sua non era mai una richiesta, era una pretesa violenta e minacciosa.
Ma non si fermava qui. Quotidiani erano gli insulti nei confronti delle ragazze che appellava con epiteti particolarmente offensivi e degradanti. Fra uno schiaffo e l’altro.
Una delle ragazze, in particolare, era presa di mira da lui che la offendeva nel profondo per il suo sovrappeso: “Sei stupida, obesa, non troverai mai nessuno che ti vorrà bene perché sei stupida e grassa”. Frasi lanciate come pietre al punto che la ragazza ha anche tentato di togliersi la vita.
Con la moglie, oltre agli insulti e alle botte che erano frequentissime, aveva attuato anche una forma di isolamento sociale rigorosissimo. La donna non poteva uscire e frequentare amiche salvo ricevere schiaffi, spintoni violenti, minacce di morte. Spesso lui le tirava fortissimo i capelli al punto da strapparglieli. E, non pago, dettava lui come doveva vestirsi, quale dovesse essere il suo aspetto estetico e quando potesse uscire di casa.
Che poi, le uscite, erano solo quelle per il lavoro della donna che, insieme alle umiliazioni e ad una vita di inferno, era obbligata a provvedere ad ogni bisogno della famiglia perché lui pretendeva così.
L’uomo, difeso dagli avvocati Giovanni Gatti e Piera Icardi, è stato condannato in rito abbreviato a 4 anni e 2 mesi. Disposta anche una provvisionale immediatamente esecutiva di 5 mila euro per moglie e due figlie (per un totale di 15 mila euro).

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