Palio di Asti
23 Febbraio 2026 11:48:00
Il Borgo San Pietro piange Saro Pecoraro, per tutti “Tristezza”, figura di primo piano nel Palio di Siena e protagonista di pagine importanti anche nel Palio di Asti. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione tra i rossoverdi, che lo ricordano non soltanto come fantino vincente, ma come presenza costante e amico sincero del Borgo.
Il suo nome resta legato in modo indelebile al Palio di Asti del 1969, quando in sella a “Skygirl” condusse San Pietro alla vittoria, contribuendo alla prima doppietta dell’era moderna dopo la ripresa della corsa nel 1967. Furono anni decisivi per il rilancio della manifestazione e la sua esperienza, maturata anche sui campi senesi, rappresentò un valore aggiunto in un momento delicato e strategico per la crescita del Borgo.
Ma la storia tra “Tristezza” e i colori rossoverdi non si fermò a quella vittoria. Negli anni successivi Pecoraro rimase vicino al Borgo, diventando un riferimento tecnico e umano durante una stagione ricca di risultati. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta arrivarono piazzamenti di prestigio – dal terzo posto del 1978 al quarto del 1979, fino ai secondi posti del 1981 e 1982 – prima della conquista del Palio del 1983.
Un periodo che molti ricordano come tra i più significativi nella storia del Borgo. Angiola Maggiora, figlia della rettrice Giovanna Maggiora Visconti alla guida del Comitato tra il 1978 e il 1983, conserva un ricordo vivido di quegli anni e del rapporto speciale che si era creato. Per la famiglia Maggiora e per tanti borghigiani, Saro non era più soltanto un fantino: era diventato un amico di famiglia, una presenza discreta ma fondamentale, capace di trasmettere sicurezza, competenza e passione.
Di lui restano la capacità di interpretare la corsa con intelligenza e freddezza, ma soprattutto le qualità umane: lealtà, riservatezza e determinazione. Doti che hanno contribuito a rafforzare lo spirito del Borgo in un’epoca di crescita e consolidamento.
San Pietro si stringe alla famiglia, certo che “Tristezza” continuerà a vivere nella memoria di chi ha condiviso con lui una stagione irripetibile di passione e appartenenza.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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