Mostra
23 Febbraio 2026 12:04:54
Numerose le persone che sabato scorso, alla Fondazione Guglielminetti di corso Alfieri 375, hanno partecipato all’inaugurazione della mostra “Paolo Bernardi…63 anni dopo…”, selezione di dipinti, disegni e bozzetti scenografici donata dall’artista alla Fondazione.
Una quarantina le opere esposte che vanno dagli anni ’60 ad oggi, una raccolta che si aggiunge al precedente “Fondo Paolo Bernardi” istituito nel 2022 come ringraziamento nei confronti dello scenografo Eugenio Guglielminetti.
Assente per motivi di salute, Paolo Bernardi è stato ben rappresentato dalla compagna Athina Cenci, dalla sorella Aldina e dal nipote, il musicista Matteo Curallo; “tutte le volte che il Maestro Bernardi è stato nostro ospite – ha esordito Marida Faussone, presidente della Fondazione Guglielminetti – si è ripetuto il legame affettivo che lo univa al nostro fondatore e con queste opere, che non rappresentano solo scenografie ma anche lavori pittorici, si arricchisce il nostro patrimonio”.
La sequenza degli “otto autoritratti”, sulla parete della seconda sala, scandisce infatti le diverse stagioni compositive; “le sue ultime creazioni – ha commentato ancora Marida Faussone – sono molto più libere e autonome, sfiorano la metafisica e il
Presenti all’evento, tra le autorità, anche il sindaco Maurizio Rasero, l’assessore alla Cultura Paride Candelaresi e il presidente di Asti -Musei, Francesco Antonio Lepore, «di lui conosco la tenacia – ha scherzato Rasero raccontando delle innumerevoli telefonate ricevute prima di nominarlo Maestro del Palio nel 2019 – e sarà ricordato anche per essere stato l’unico a confezionare tre drappi».
«Questo spazio, in cui crediamo, – ha sottolineato Paride Candelaresi – è “casa” ed è un percorso congiunto dove avvengono sempre belle cose».
La mostra è stata curata dallo stesso Paolo Bernardi e testimonia la sua attività creativa: l’approfondimento dei linguaggi figurativi, le prime esperienze materiche, l’inclinazione alle tendenze sperimentali, l’attenzione alla costruzione di spazio e figura mediante il filtro percettivo metafisico e astratto fino a rivelare, in anni più recenti, una matura consapevolezza espressiva.
«Questa Fondazione, proponendo Maestri che ad Asti sono nati o che comunque la amano e l’hanno amata – ha riconosciuto Francesco Lepore – continua a fare molto per la città e ogni donazione è un regalo prezioso che Asti-Musei si impegna ad amministrare e conservare con attenzione; in questa mostra – ha concluso Lepore – c’è una tale varietà di suggestioni, stili e sperimentazioni che ci fanno capire la complessità e la ricchezza delle opere del Maestro Bernardi e la sua capacità fanciullesca di sorprendersi e di trasformare oggetti comuni in messaggi profondi».
L’esposizione chiuderà il 26 aprile ed è visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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