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Territorio

"Il futuro del Monferrato nasce dal vino": nasce così la collaborazione tra i consorzi del territorio

Acqui Terme ospita la presentazione del piano strategico triennale: il vino come motore di economia, turismo e rilancio sociale nelle colline UNESCO

Il Monferrato fa squadra e guarda al futuro

Il Monferrato sceglie di parlare con una voce sola. E lo fa partendo dal suo elemento più identitario: il vino.

Martedì 3 marzo, al Teatro Ariston di Acqui Terme, i tre principali Consorzi della nostra zona vitivinicola hanno ufficializzato un’alleanza che segna un cambio di passo per il territorio.

Protagonisti dell’incontro – dal titolo “Il futuro del Monferrato nasce dal vino – Economia, società, paesaggio” – sono il Consorzio Tutela Vini d’Acqui, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e il Consorzio per la Tutela dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti DOCG. Insieme rappresentano la quota maggioritaria della produzione vitivinicola locale e, da oggi, anche una visione condivisa di sviluppo.

Il piano triennale

L’obiettivo dichiarato è superare la frammentazione delle singole denominazioni per costruire una strategia integrata, capace di riconoscere nella filiera vitivinicola il baricentro economico, sociale e culturale di quelle colline, che sono patrimonio UNESCO dal 2014.

Il piano triennale presentato guarda alla competitività delle denominazioni, al posizionamento sui mercati e alla difesa del valore medio del prodotto. Ma non solo. L’ambizione è più ampia: contrastare lo spopolamento, favorire l’occupazione giovanile, attrarre investimenti e rafforzare l’identità territoriale.

Nel corso del convegno è emersa con forza la necessità di “fare sistema”. Il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui Paolo Ricagno ha sottolineato: «La sostenibilità economica delle denominazioni dipenda dalla capacità del territorio di generare reddito agricolo stabile e competitivo, attrarre capitali e creare condizioni strutturali di crescita». 

Vitaliano Maccariopresidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato: «Il vino rappresenta il baricentro di queste colline e l’enoturismo è la leva capace di connettere prodotto, paesaggio e comunità».

Sulla stessa linea il presidente del Consorzio Asti DOCG Stefano Ricagno, che ha definito il Monferrato un ecosistema in cui produzione, identità e paesaggio sono strettamente intrecciati.

Gli interventi tecnici

Il confronto si è arricchito di contributi accademici di alto profilo. Il rettore dell’Università Bocconi, Francesco Billari, ha offerto una lettura demografica lucida: l’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, ma registra un tasso di natalità tra i più bassi. Le province di Alessandria e Asti presentano un indice di invecchiamento superiore alla media nazionale. In questo scenario, ha spiegato, l’innovazione deve diventare la “corona dell’orologio”, capace di reagire ai tempi lenti della demografia con scelte economiche e politiche coraggiose.

Di marketing territoriale e turismo esperienziale ha parlato Magda Antonioli, docente dell'Università Bocconi e pioniera del Movimento Turismo del Vino. Ha sottolineato: «Il territorio non è solo spazio fisico, ma è terroir, cioè l’insieme di ambiente, cultura e saper fare. Per competere a livello internazionale occorre puntare su credibilità, conservazione del paesaggio, formazione, conoscenza della filiera e coinvolgimento della comunità locale: le cinque direttrici che possono rafforzare l’identità UNESCO del Monferrato».

Tra gli interventi anche quello dell’assessore regionale Paolo Bongioanni, in diretta call, ha richiamato i dati positivi del turismo piemontese e annunciato la strutturazione di un osservatorio del vino per analizzare in modo scientifico mercati e tendenze, evitando così approcci frammentati alla promozione.

Sul piano operativo, le linee strategiche illustrate dall’advisor marketing Andrea Pirola puntano su tre parole chiave: posizionamento, consumi e valore. «Il Monferrato dovrà diventare un “brand ombrello” capace di sostenere le singole denominazioni, intercettando nuovi target – dalle giovani generazioni ai mercati internazionali – e difendendo il prezzo medio attraverso qualità e narrazione, non attraverso la leva dello sconto» ha concluso Pirola.

Non è poi mancato il tema della sostenibilità, intesa non solo come attenzione ambientale ma come responsabilità economica e sociale. Tra le proposte, anche l’idea di una logistica condivisa per ridurre emissioni e costi, favorendo le piccole aziende. Sostenibilità, in questa visione, significa sostenere il territorio e creare condizioni perché i giovani possano restare.

Il convegno si è trasformato in un laboratorio di idee dove le istituzioni, i consorzi e il mondo accademico hanno dialogato su capitale umano, attrattività e competitività. Il messaggio comune è stato chiaro: il vino non è soltanto un prodotto d’eccellenza, ma un asse portante e fondamentale dello sviluppo economico e sociale.

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