Cerca

Chiusura

Ultima brioche per lo storico laboratorio Stradella

Impastatrici e forni spenti per l'attività artigianale che ha offerto le colazioni a generazioni di astigiani

Ultima brioche per lo storico laboratorio Stradella

Dopo 50 anni esatti di brioches, crostate e finocchini sfornati nel cuore della notte, Stradella chiude e dal laboratorio al piano terra della palazzina di via Cagliero non usciranno più i profumi inconfondibili della pasticceria artigianale.

Dal primo marzo impastatrici, sfogliatrici, forni si sono fermati, lo spaccio è stato chiuso, i tantissimi bar riforniti in città hanno dovuto trovare un’alternativa a quei prodotti da forno che per così tanti anni hanno caratterizzato le colazioni degli astigiani. Quello di Italo Stradella è un nome che tutti conoscono in città: le sue liste degli ingredienti appese ad ogni vetrinetta dei bar per anni hanno fatto entrare nella mente dei clienti il nome di quel fornitore quasi monopolista che non ha mai tradito la sua anima artigianale.

Il fondatore, Italo, è mancato nell’ottobre del 2024 ad 85 anni e l’attività del laboratorio era stata portata avanti dalle figlie Loretta e Viviana con l’aiuto ancora prezioso della madre Giovanna. Lei, testimone del successo del marito, da autista della pasticceria Maggiora conosciutissima per i finocchini alla decisione di aprire con il socio Blengio un primo laboratorio ad Asti, in via Malta. Due anni lì, poi ognuno per la sua strada e l’apertura della sede in via Cagliero che ha segnato l’affermazione del marchio e delle sue dolcezze. Con un passaggio del testimone alle due figlie.

«Io sono praticamente nata nel laboratorio – racconta Loretta, la maggiore – Il mio primo ricordo è stato il profumo dei biscotti perché mia madre mi teneva nel retro, in una cesta, per poter continuare ad aiutare mio padre».

Hanno ereditato la passione per questo lavoro e i sacrifici che la produzione artigianale di prodotti da forno impone.

«Non so nemmeno dire da quanti anni dopo cena scendiamo ad impastare, poi qualche ora di sonno e alle 2 di notte si inizia a lavorare fino a mezzogiorno. Ora ci vorrà del tempo per ritrovare un ritmo di vita più normale».

I motivi di questa decisione?

«I nostri figli hanno scelto altre strade e dopo una vita passata a lavorare di notte abbiamo deciso di riposarci. E di far godere in pace la pensione a nostra madre Giovanna. E poi, diciamocelo, è completamente cambiato il mondo dei bar, delle caffetterie, le abitudini alimentari dei clienti. C’è meno apprezzamento dei prodotti artigianali a favore di quelli surgelati industriali. E’ tramontata un’era ed è giusto che usciamo di scena».

Lasciando tanti clienti “orfani” di crostate, brioches, biscotti e soprattutto dei finocchini di Refrancore, ricetta segreta di Stradella che di quel paese, come la moglie, era originario.

«Uno dei nostri clienti storici ci ha inquadrato un pezzo della carta che usiamo per fare i pacchetti e ci ha fatto una commovente dedica – dicono Loretta e Viviana – Un gesto che ci ha fatto molto piacere come i tanti saluti che abbiamo ricevuto».

 

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133