Cerca

Sicurezza

Via Cavour fra maranza, spaccate, piccolo spaccio e quel passaggio che non c'è più

Un giro fra i commercianti di una delle vie più commerciali della città. Che si sentono dimenticati e ai margini di ogni evento e manifestazione

Via Cavour fra maranza, spaccate, piccolo spaccio e quel passaggio che non c'è più

Basta fare un giro fra i commercianti per avere il polso della situazione di via Cavour al centro nelle ultime settimane di due gravi spaccate. A partire da Cristina La Vista, titolare della boutique Imagine sventrata e derubata dieci giorni fa.
«Alla fine ho riaperto, con capi che avevo in magazzino. E’ venuto il sindaco, dopo il mio sfogo post spaccata, per dirmi che la sicurezza è di competenza di altre istituzioni. In realtà, la sicurezza come la pulizia dei marciapiedi e l’illuminazione pubblica è diventata di competenza dei negozianti, visto che siamo noi a pagarci la vigilanza privata, a tenere le vetrine accese anche di notte per illuminare la via e a pulirci ogni giorno il marciapiede».
Poco più in giù, l’osservatorio di Paolo Fiscelli, alla Bottega Altromercato. «In pochi anni è cambiata l’atmosfera di questa via. Oggi è la stazione ferroviaria che detta le presenze in via Cavour. Non voglio dare giudizi nè fare valutazioni che non mi competono, ma qui vediamo schemi ricorrenti: frotte di persone che arrivano da piazza Marconi, rigorosamente divise per etnie, che cambiano ogni 10-15 giorni, stazionano tutto il giorno per strada, vanno avanti indietro e non si capisce dove e di cosa vivano».
A cui si aggiungono le bande di “maranza” locali, gruppi di ragazzini che hanno come unico scopo quello di disturbare e dare fastidio.
Ce lo dicono i tanti commercianti con la porta d’ingresso direttamente sul marciapiede che di tanto in tanto se la vedono spalancare all’improvviso da fuori da questi ragazzini. Lo dicono i frequentatori del supermercato a metà via che ogni giorno, ogni ora, combatte con i taccheggi di merendine, snacks, lattine di birra e di bibite energetiche. Che fanno schiamazzi, spaventano i clienti (soprattutto gli anziani), mettono in disordine gli scaffali, disturbano e poi si piazzano all’ingresso formando una “barriera umana” che intimorisce.
E non sono le presenze peggiori.
«Esattamente un anno fa avevamo raccolto le firme per un esposto a Questura, Carabinieri, Procura, Comune - ricorda Massimiliano, titolare del negozio American, in via Cavour da decenni - Tutti insieme avevamo fatto presente la presenza continua di persone straniere, soprattutto di origine nord africana che bivaccano per strada e sui marciapiedi. Il piccolo spaccio è sotto gli occhi di tutti noi, basta buttare lo sguardo fuori dalle vetrina per vedere passaggi di dosi e denaro.
Che si moltiplicano durante le ore di uscita da scuola, quando tantissimi ragazzini passano di qui per andare alla stazione e si fermano a comprare le sostanze.
Non solo, un anno fa, all’epoca della sottoscrizione, avevamo contato quattro scippi per strada in un solo isolato. In un caso una donna aveva riportato la frattura del braccio. Senza contare la totale mancanza di rispetto delle più elementari norme civiche e di rispetto di residenti, passanti e commercianti. Come è finita? Che per un po’ di giorni avevamo sempre le pattuglie qui nella via e poi basta. E nulla è cambiato».
Quella di “abbandono” della via da ogni evento cittadino è una lamentela comune a tutti i commercianti. «Tranne la Carolingia, questa via è sempre fuori dalle rotte delle manifestazioni cittadine. Grandi o piccole che siano».

Residenti: "La nostra paura è che via Cavour diventi come corso Matteotti"

Sei commercianti piangono, i residenti non ridono.
«Un degrado progressivo: in 15 anni questa via è cambiata tantissimo - risponde uno dei residenti che ha chiamato la polizia per la spaccata alla gioielleria vista dalle sue finestre di casa - Dalle 23 in poi in strada non c’è più nessuno. C’è timore ad uscire e rientrare a casa con il buio anche perché questa via è pochissimo illuminata. E poi la risse frequenti in piena notte, gli ubriachi che usano le campane del vetro come orinatoi. Avanzano sempre più i negozi multietnici che, di per sè, non arrecano disturbo ma attirano clienti che non sempre rispettano silenzi ed educazione». La paura più grande? «Che via Cavour si trasformi in corso Matteotti».

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133