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Via Cavour e dintorni

I "maranza" aggrediscono a calci e pugni il sarto-calzolaio

E' accaduto sabato scorso. Si tratta del terzo episodio in tre settimane nei dintorni di via Cavour. L'uomo, un cinese ad Asti da 10 anni, è da mesi nel mirino del gruppo di giovani e giovanissimi che gli fanno continuamente dispetti, danni e lo coprono di insulti. E non è il solo.

I "maranza" aggrediscono a calci e pugni il sarto-calzolaio

Un "salto di qualità criminale" per il gruppo di maranza che ormai da molto tempo tiene in allerta commercianti e residenti di via Cavour ed immediati dintorni.

E' quello che ha avuto per involontario protagonista il sarto-calzolaio di origini cinesi che ha il negozio sotto i portici dell'anello di piazza del Palio, a pochi passi da via Cavour.

Matteo, questo il suo nome italianizzato, porta ancora in viso i segni della violenta aggressione di cui è stato vittima sabato scorso. E dentro di sè la rabbia e la frustrazione per non riuscire a far valere le proprie ragioni nei confronti di un gruppo di ragazzini che lo ha letteralmente preso di mira.

Quello che è capitato sabato sera è molto grave. Matteo è andato oltre all'orario solito perché, avendo del lavoro arretrato da finire, è rimasto dentro per proseguire. Ha un negozio molto grande che mette insieme sia il lavoro di calzolaio e riparazione di articoli in pelle e cuoio, sia quello dei piccoli lavori di sartoria.

Ad un certo punto, come capita ormai da mesi, si sono affacciati i "soliti" due ragazzini accompagnati da un  gruppetto di coetanei e hanno cominciato a sputargli sulla vetrina. Lui si è avvicinato per chiudere a chiave l'ingresso, ma i ragazzi hanno aperto la porta e lo hanno aggredito, prima con insulti e poi con calci e pugni. Ancora porta vistosamente un ematoma all'occhio sinistro, tagli alle mani, lividi alle gambe dove ha ricevuto i calci. E non hanno avuto pietà neppure per la madre che era con lui in negozio, che è stata colpita alla testa con una scatola di quelle che si trovavano in negozio, per fortuna senza gravi conseguenze. 

Per il sarto calzolaio i medici del Pronto Soccorso hanno dettato una prognosi di dieci giorni di guarigione.

«Sono almeno quattro mesi che non mi lasciano in pace - racconta - Aprono all'improvviso la porta, mi urlano delle parolacce e poi, da fuori, sputano sulle vetrine sporcandole tutte. Ho pensato di chiudere a chiave l'ingresso mettendo un citofono per i clienti che devono venire dentro, ma lo metto al mattino e al pomeriggio è già sparito o rotto. Non ricordo nemmeno più quanti ne ho cambiati e alla fine ho rinunciato». Ma c'è anche un altro gesto di grande spregio che hanno preso a fare: aprono improvvisamente la porta del negozio e buttano dentro sacchetti aperti pieni di immondizia che si sparge per il negozio e che costringono il titolare e l'anziana madre a raccogliere i rifiuti di chissà chi per ripulire. Fra i rifiuti lanciati dentro anche borsate piene di scarti di frutta e verdura.

«Ogni volta chiamo la polizia o i carabinieri, ma le cose non cambiano, non so davvero più come fare anche perché in Cina, da dove arrivo, un comportamento di questo genere è impensabile» conclude amaramente Matteo con lo sguardo di impotenza di un uomo che non chiede altro di lavorare in pace senza arrecare disturbo a nessuno e che ha raccolto la solidarietà e lo sdegno degli altri commercianti della zona, italiani e stranieri.

Ma è evidente che il gruppo di maranza nutra un particolare odio per i commercianti cinesi della zona. Lo conferma anche il titolare di un market che ribadisce, come Matteo, i continui insulti dalla porta del negozio. Offese particolarmente gravi e violente che fino a qualche tempo fa si accompagnavano anche a continui furtarelli fra gli scaffali. Dopo le prime denunce corredate da filmati delle telecamere di sorveglianza, però, almeno quelli sono diminuiti. E se mentre a Matteo gettano in negozio i rifiuti, nel market hanno gettato delle pagnotte di pane secco accompagnate da insulti che i titolari non hanno bene compreso.

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