Sociale
17 Marzo 2026 08:00:01
Il teatro come spettacolo, ma anche come strumento di relazione, di crescita culturale e di valorizzazione del territorio. È la strada intrapresa dal Teatro degli Acerbi, realtà aderente a Confcooperative Piemonte Sud che negli anni ha saputo costruire un modello di impresa culturale capace di tenere insieme produzione artistica, progettazione e lavoro di rete.
La compagnia nasce nel 1998 e da allora porta avanti un percorso nel campo del teatro popolare di ricerca. In oltre venticinque anni di attività il lavoro del gruppo si è consolidato nel territorio astigiano, estendendosi progressivamente anche a livello regionale e nazionale e costruendo una cifra artistica riconoscibile.
Dal 2013 l’esperienza ha assunto la forma di cooperativa. Una scelta che non riguarda soltanto l’aspetto organizzativo, ma il modo stesso di intendere il lavoro culturale. I soci, infatti, partecipano non solo alla dimensione artistica, ma anche alla progettazione delle attività, alla promozione, all’organizzazione degli eventi e ai percorsi formativi.
Oggi il Teatro degli Acerbi opera su più piani. Da una parte la produzione e la distribuzione degli spettacoli, che portano la compagnia a esibirsi in diversi contesti. Dall’altra l’organizzazione di festival, stagioni e rassegne teatrali, spesso realizzati in collaborazione con Comuni e realtà locali. Accanto a queste attività si sviluppa anche un’ampia proposta formativa rivolta a scuole, adulti e operatori culturali.
Proprio la dimensione cooperativa rappresenta uno degli elementi centrali di questo percorso. Come sottolinea il presidente della cooperativa, Dario Cirelli: «Essere un’impresa di spettacolo organizzata in forma cooperativa significa basarsi su collaborazione e condivisione, sia con gli altri cooperatori sia con la comunità che ci circonda. Questo approccio ci porta a lavorare sempre in relazione con il territorio, mettendo al centro il senso di comunità e la valorizzazione dei luoghi».
Negli ultimi anni la cooperativa ha ampliato ulteriormente il proprio raggio d’azione sviluppando anche un progetto che mette in dialogo teatro e turismo. Si tratta di Piemonte Storymovers, iniziativa che trasforma la narrazione teatrale in un’esperienza capace di accompagnare i visitatori alla scoperta dei territori e delle loro storie. In questo caso il teatro diventa uno strumento per leggere il paesaggio, raccontare le identità locali e costruire proposte culturali pensate anche per il turismo. Un lavoro che coinvolge diversi partner e che si apre alla collaborazione con tour operator interessati a inserire queste esperienze nella propria offerta.
Il progetto è stato presentato lo scorso febbraio alla BITAC di Novara, la Borsa del Turismo Cooperativo, entrando tra i finalisti dell’edizione 2026. «La collaborazione e la sostenibilità culturale e turistica sono alla base del nostro lavoro», spiega Elena Romano, socia responsabile del progetto. «Fare rete significa condividere un obiettivo comune e lavorare davvero come una squadra».
Un altro filone su cui il Teatro degli Acerbi sta investendo riguarda l’opera lirica. L’obiettivo è avvicinare nuovi pubblici a questo genere, spesso percepito come distante o elitario, attraverso nuove forme di racconto. La compagnia sta infatti sperimentando drammaturgie che rielaborano in prosa le storie dell’opera, rendendole più accessibili senza perdere la forza delle narrazioni originali.
Tra le produzioni realizzate in questa direzione c’è La Traviata, di cui è stato presentato un estratto durante l’assemblea di Confcooperative Piemonte Sud dell’11 febbraio. Lo spettacolo sarà portato a New York nel mese di maggio all’interno del festival “In Scena!”, con repliche previste il 7, l’8 e l’11.
Nel frattempo la cooperativa è impegnata anche nell’organizzazione di due rassegne di teatro scuola: una al Teatro Alfieri di Asti e l’altra al Foro Boario di San Damiano d’Asti, dove opera sia come promotrice sia come produttrice di spettacoli. Parallelamente è in fase di sviluppo anche un nuovo progetto dedicato alla Carmen, che proseguirà il lavoro di rilettura dell’opera lirica con linguaggi contemporanei.
Un percorso che, come sottolinea il presidente di Confcooperative Piemonte Sud Mario Sacco, dimostra come la cooperazione possa rappresentare uno strumento efficace anche nel settore culturale: «Un modello capace di coniugare professionalità, progettazione di lungo periodo e un forte legame con la comunità».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
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