Lettera
20 Marzo 2026 10:17:00
Riceviamo e pubblichiamo
Gentile direttore,
non sono una che abitualmente scriva lettere ai giornali, ma questa volta proprio non resisto.
Ho un figlio nato nel 2006. Uno dei 95 mila, così dicono i giornali, che hanno ricevuto in questi giorni la lettera della Regione Piemonte, Centro Trapianti Piemonte che invita alla donazione di organi, del sangue, del midollo osseo. Premetto che la trovo un'iniziativa meritevolissima nei suoi intenti in piena linea con le idee che abitualmente la mia famiglia condivide. Ma che, a parer mio, non trova un eguale merito nel suo "atterraggio".
Una lettera in carta con un volantino allegato inviato a giovani che le comunicazioni in carta non le hanno mai neppure conosciute. Una lettera rivolta alla “meglio gioventù” piemontese, a quella generazione che sarà il nostro futuro, a quei ragazzi cui abbiamo tutti la necessità di arrivare con parole semplici ed efficaci. Ecco, proprio questa lettera contiene una quantità di errori ortografici da seconda elementare che azzera, in un colpo solo, tutte le accuse che negli ultimi anni vengono rivolte a questa “giovane generazione” che non conosce più la grammatica perché passa tutto il giorno sul cellulare. Di fronte ad una lettera imbarazzante come quella ricevuta, dove la massima istituzione locale inanella un errore da matita blu (per i nostalgici) dopo l’altro, forse ora è il caso di stare zitti prima di dare la croce all’ignoranza giovanile.
Ma su questa colossale figuraccia ortografica ho visto che già molti giornali hanno scritto.
Da parte mia vorrei sottolineare ancora un’altra cosa, oltre al mezzo obsoleto utilizzato e agli errori contenuti nelle due paginette di lettera.
Ed è la tempistica elefantiaca. La lettera inizia con un “Complimenti, sei diventato maggiorenne!” E poi va avanti. Mio figlio la lettera l’ha ricevuta due giorni fa. Da quando è diventato davvero maggiorenne, ha già dato la maturità, ha scelto l'università, ha già dato tre esami, ha conseguito la patente di guida ed è da oltre un anno che ha rifatto la carta di identità acconsentendo alla donazione degli organi. Concordo sul fatto che non sia mai troppo tardi per diventare donatore, ci mancherebbe, ma se l’incipit è quello della maggiore età, con tutta una lunga premessa che ruota intorno ad essa ("ora puoi guidare, assumere decisioni importanti per te e per quanti ti sono vicini, puoi votare, sei finalmente parte attiva della società), l’avessero fatta arrivare in tempo quella lettera, non due anni dopo.
Dimostrazione di quanto la politica non riesca a stare al passo con i tempi. A partire da quelli dell'orologio. Poteva essere una bellissima iniziativa di avvicinamento delle giovani generazioni al mondo che amministra la nostra società. Poteva».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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