Cultura
23 Marzo 2026 15:29:37
Centinaia di persone, tra ex operai, famiglie e cittadini, si sono ritrovate questo sabato nel grande capannone dell’ex reparto collaudo della Way Assauto per la presentazione dell'uscita numero 54 della rivista Astigiani.
Tra saluti e ricordi condivisi di ex operai – «qui dentro ci ho lavorato una vita», «quanti ricordi noi della Waya» – l’evento ha riportato al centro la storia della più grande fabbrica astigiana, protagonista per oltre un secolo della vita economica e sociale della città.
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Il nuovo numero della rivista è interamente segnato dal dossier dedicato alla Waya, oltre trenta pagine che ripercorrono la parabola industriale, sindacale e umana dell’azienda: dalla fondazione nel 1906 agli scioperi del ’43, dal boom del dopoguerra fino alla crisi di fine Novecento. A rendere il numero ancora più significativo è la doppia copertina: da un lato una fotografia del 1935 con gli operai sul piazzale, dall’altro lo stesso luogo ripopolato, nel 2026 lo scorso 28 febbraio da ex dipendenti e familiari. Uno scatto simbolico, definito un “doppio clic con la storia”, firmato da Giulio Morra e riproposto anche in formato poster.
Sul palco, allestito all’interno della struttura, le sagome dei fondatori Luigi Way e Alberto Assauto, insieme a quella di Antonio Griffa, figura centrale nella crescita dell’azienda. Accanto a loro, l’immagine di un’operaia al lavoro, a rappresentare le oltre tremila “bulunere” che hanno contribuito alla vita dello stabilimento.
A introdurre il dossier è stato il direttore Sergio Miravalle, che ha chiamato a intervenire Paolo Terzuolo, per oltre trent’anni in fabbrica e oggi attivo con Auser, e Walter Gonella, autore della ricerca storica sui “bulùn”, come venivano chiamati gli operai.
Il valore del numero è stato sottolineato anche da Piercarlo Grimaldi, presidente dell’associazione che edita la rivista: «Questa volta Astigiani ha toccato un tema che risuona ancora nella memoria di molti. Rileggiamo il passato per guardare al domani».
Presente anche il sindaco di Asti Maurizio Rasero, che ha affrontato il tema del futuro dell’area ex Waya, indicando nell’inquinamento del sottosuolo uno dei principali ostacoli ai progetti di recupero. Insieme all’assessore Loretta Bologna, ha inoltre aggiornato sul progetto del “Bosco degli Astigiani”, previsto sulle colline di Viatosto e attualmente in graduatoria per un finanziamento regionale superiore ai 700 mila euro.

Accanto al dossier principale, il numero propone altri approfondimenti: dagli ottant’anni di referendum – a partire da quello del 2 giugno 1946, in cui in provincia prevalse la Monarchia – alla storia del quartiere di San Fedele, fino all’esperimento dell’ingegner Agudio a Dusino San Michele con una tecnologia funicolare applicata a una linea ferroviaria dismessa. Spazio poi anche a un focus sul linguaggio delle campane e sul loro ruolo nelle nostre comunità.
Ospite della presentazione è stata la magistrata Rita Sanlorenzo, prima donna a ricoprire il ruolo di Avvocata generale della Procura generale della Corte di Cassazione, protagonista dell’intervista "Confesso che ho vissuto" pubblicata sul numero. Tra i contenuti anche un ricordo del poeta postino Roberto Collo, la “Ballata per Zoe” dedicata alla ragazza uccisa a inizio febbraio a Nizza Monferrato, e un ricordo della nipote Lorenza sul nonno Luigi Garrone, decano centenario dei giornalisti astigiani recentemente scomparso.
Durante l’evento è stato inoltre proiettato il video “Noi della Waya”, realizzato dal videomaker Paolo Cortese, che raccoglie immagini e testimonianze degli ex lavoratori. Il filmato è ora disponibile online sul sito e sul canale YouTube della rivista, che continuerà anche a raccogliere fotografie e materiali legati alla storia della fabbrica.
La presentazione si è conclusa poi con l’annuncio del prossimo appuntamento: il 21 giugno, con un pic-nic al futuro Bosco degli Astigiani. Il numero 54 di Astigiani è già disponibile in edicola al prezzo di 8 euro, mentre gli abbonati possono ritirare la propria copia nella sede di via San Martino 2.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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