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Asti Rosé debutta: la nuova DOCG rosata che unisce moscato e brachetto

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’aggiornamento del disciplinare: debutto a Vinitaly e prime bottiglie entro poche settimane

Intervista a Giacomo Pondini: le bollicine astigiane sono un successo in Cina

Il direttore del Consorzio Asti DOCG Giacomo Pondini

L’Asti Rosé è ufficialmente realtà. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale si è concluso l’iter avviato a fine 2023, introducendo la nuova tipologia rosata nel disciplinare di produzione dell’Consorzio Asti Docg.

Il nuovo prodotto potrà essere imbottigliato a partire da trenta giorni dalla pubblicazione e si caratterizza per un blend inedito: uve Moscato destinate all’Asti Docg in una percentuale compresa tra il 70% e il 90%, unite a uve Brachetto destinate al Brachetto d’Acqui Docg tra il 10% e il 30%. Una combinazione che punta a valorizzare due vitigni aromatici del territorio, dando vita a una proposta nuova nel panorama enologico italiano.

L’Asti Rosé potrà essere declinato in diverse versioni, dal dolce all’extra brut, offrendo alle aziende ampio margine di personalizzazione sia in termini stilistici sia in funzione dei mercati di riferimento.

«L’inserimento dell’Asti Rosé nel disciplinare rappresenta un importante riconoscimento della vocazione enologica del territorio – commenta Stefano Ricagno –. Si tratta di un unicum in Italia, perché unisce due vitigni aromatici diversi. A Vinitaly brinderemo simbolicamente per la prima volta a questo risultato».

La produzione iniziale è stimata tra i 5 e i 10 milioni di bottiglie, anche in base alla risposta del mercato e agli investimenti delle aziende che hanno già partecipato alla fase sperimentale.

Tra le modifiche approvate al disciplinare, anche alcune novità di carattere tecnico e ambientale: viene eliminato il peso minimo delle bottiglie, consentendo l’utilizzo di vetro più leggero e quindi una riduzione dell’impatto ambientale. Abolito inoltre l’obbligo di riportare la dicitura “Asti” sui tappi.

Il debutto ufficiale è atteso nelle prossime settimane, con il primo brindisi simbolico in occasione di Vinitaly, mentre le aziende si preparano a portare sul mercato una tipologia che punta ad ampliare l’offerta e intercettare nuove fasce di consumo.

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