Sociale
25 Marzo 2026 11:50:59
La tanto vituperata Legge della Montagna firmata dal Ministro Calderoli è stata approvata. Il panico generato dai requisiti, più volte ritoccati, si è diffuso negli ambiti che vivono (rectius sopravvivono) grazie alle deroghe dalle norme generali in virtù dei disagi connaturati alla propria “montanità”.
Persa la qualifica, molte scuole hanno visto all’orizzonte stagliarsi la chiusura. Pare però che la Regione Piemonte abbia pensato ad un “paracadute” che di anno in anno farà salvi i plessi delle terre alte.
Ma cosa significa insegnare e studiare nei piccoli paesi montani? Lo abbiamo chiesto a Valeria Prato, referente storica della Scuola Primaria di Loazzolo da poco andata in pensione.
«L’istituto è un punto di riferimento non solo per il paese ma per tanti Comuni del circondario – ci spiega – La scuola pluriclasse offre possibilità didattiche impensabili in un plesso di città. Il vivere a 50 metri dalla campagna ed a 100 dal bosco consente percorsi esperienziali stimolanti e molto formativi. Ricordo quando, tanti anni fa, fui assegnata alla sede di Loazzolo; il mio sgomento, i miei timori. Poi ho scoperto che nel “piccolo” si celavano grandi opportunità: i bambini possono beneficiare di un contatto più stretto con il docente e questi può sperimentare metodi di insegnamento speciali».
La Primaria di Loazzolo è solo uno dei satelliti dell’Istituto 4 Valli che tesse sinergie tra plessi di diversi Comuni (da Vesime a Cortiglione) collegati da una fitta rete di bus che giornalmente percorrono in lungo e largo le nostre plaghe per raccogliere bambini e portarli all’uscio delle scuole. Merito del grande lavoro delle amministrazioni locali.
Dal settembre scorso Valeria Prato è in pensione; il suo posto da referente è stato occupato da una giovane insegnante trentenne, Marika Debilio, sua figlia.
«I nostri piccoli paesi vivono intorno alla scuola – ha aggiunto la maestra - Si animano quando nelle strade e nelle piazze si sentono le voci dei piccoli. Per spronare questo rapporto simbiotico abbiamo organizzato il progetto del “miglio”. Ogni mattina la classe si dà appuntamento ad un miglio dalla scuola e, nel cammino verso la sede, acquisisce le informazioni ed il materiale che ispirerà le tematiche didattiche trattate in aula. Inoltre, una volta al mese, proiettiamo un film che i bambini guardano e commentano insieme agli anziani del paese. Non può immaginare quanto, sia
i bimbi, sia i nonni, attendano questo appuntamento».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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