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Il tesoro dei Selk’nam dal museo del Colle Don Bosco alla mostra per Milano-Cortina

In prestito 27 oggetti di uso quotidiano e sacro del popolo della Patagonia che sta lottando per non farsi dichiarare estinto

Il tesoro dei  Selk’nam dal museo del Colle Don Bosco alla mostra del Mudec per Milano-Cortina

La sacca di budello di balena che contiene il prezioso pigmento rosso

 E’ il primo importante frutto dell’adesione del Museo Etnologico del Colle Don Bosco alla rete Mipam (Musei italiani con patrimoni dal mondo): il prestito di una serie di introvabili oggetti di uso quotidiano del popolo Selk’nam alla mostra “Il senso della neve” ospitato fino al 28 giugno al Mudec (Museo delle Culture) di Milano.

Una mostra che, dal nome, già suggerisce come si tratti di un evento collaterale alle Olimpiadi Milano-Cortina evento sportivo che ha portato tutto il mondo sulle montagne italiane.

“Il senso della neve” nasce come viaggio multidisciplinare che tocca scienza, arte e antropologia rispetto all’ambiente di neve e ghiaccio.

Il prestito di opere effettuato dal Museo del Colle Don Bosco, si colloca nella sezione etnografica che esplora quanto la neve abbia influenzato le culture artiche e del terzo polo (Tibet). Nevi perenni e ghiacciai hanno ispirato miti e pratiche rituali legate allo sciamanesimo con una ricaduta anche sulle strategie di adattamento ad ambienti così estremi che vanno dalle abitazioni ai trasporti e all’abbigliamento.

«In particolare – spiega Letizia Pecetto, direttrice del Museo Etnologico del Colle Don Bosco – abbiamo inviato al Mudec per la mostra che si chiuderà a giugno, un blocco di 27 opere provenienti dalla collezione del popolo Selk’nam, nativo della parte sud della Patagonia, nella regione della Terra del Fuoco».

Comunità che hanno sempre vissuto in condizioni estreme e che hanno ottenuto recentemente la singolare certificazione di “non estinte” in attesa dell’attestazione di “popolo”. Questo perché la loro vita è così al limite da averli considerati estinti.

«Dal nostro museo abbiamo inviato alla mostra delle antiche frecce con punta di pietra e poi quelle con la punta di vetro (realizzate con i frammenti portati dal mare sulle spiagge) – prosegue Letizia Pecetto – Insieme a una rete da pesca realizzata con i tendini di balena, secchi in corteccia battuta e cesti. Molto importante la sacca realizzata con il budello di balena che contiene ancora il prezioso pigmento rosso usato per il rito dell’Hain, la cerimonia di iniziazione che segna il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. Finita la mostra a Milano, la si potrà ammirare nella mostra permanente al Colle Don Bosco».

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