Castell'Alfero
31 Marzo 2026 09:56:01
L'insediamento di due caravan di nomadi a Callianetto
«Compito di una prefettura è lavorare, spesso sottotraccia, per concorrere a risolvere i problemi dei cittadini, non fare proclami, talvolta irrealizzabili, per compiacere questo o quello»: un precetto, questo, che il prefetto Claudio Ventrice ha trasformato in pratica quotidiana.
A lui va riconosciuto il merito di aver fatto della prefettura un’antenna attenta alle problematiche ed esigenze del territorio: lo dimostrano la task force sugli infortuni sul lavoro, unico esempio in Italia, il lavoro di consulenza fatto sul Pnrr a favore di quelle piccole realtà che più difficoltà avevano a muoversi con la complessa macchina burocratica, e anche su temi particolarmente sensibili come quello della sicurezza.
Tra i dossier sul tavolo di Ventrice in questi ultimi mesi, quello riguardante l’insediamento di due famiglie di etnia rom a Callianetto. Una vicenda che ha suscitato le preoccupate reazioni degli abitanti della popolosa frazione di Castell’Alfero che hanno anche avviato una raccolta firme per sollecitare un intervento delle istituzioni.
«E’ una situazione che conosciamo bene e su cui non siamo rimasti fermi - precisa il prefetto Ventrice, affiancato dalla dirigente facente funzioni del vicario Barbara Buffa e del capo di gabinetto Giuseppe Recupero - da quando è emerso il caso abbiamo fatto decine di riunioni tecniche (almeno 6 soltanto da inizio anno), convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza e fatto personalmente almeno due sopralluoghi sul posto».
Dalla prefettura tengono a sottolineare intanto che i due nuclei famigliari si sono insediati su un terreno di loro proprietà, regolarmente acquistato nel 2024 (per 6 mila euro); «sono due caravan: all’inizio erano circa 14 persone, tra cui dei minori, attualmente ci risulta non siano più di 6 o 7, tra cui nessun minore, e comunque non stabilmente presenti». Premessa che serve a spiegare che non ci sono le condizioni legali per far sgomberare il campo, come richiesto da qualche residente.
La prefettura smentisce anche che dall’arrivo delle famiglie rom, si siano registrati fenomeni di criminalità: «I carabinieri, su nostra richiesta, hanno monitorato la situazione senza riscontrare casi anomali: in particolare non risulta un aumento di furti, come invece denunciato da qualcuno».
Ma c’è un aspetto in particolare che la prefettura sottolinea: «Quando il sindaco di Castell’Alfero ci ha sottoposto il problema, abbiano subito contattato il sindaco di Asti Rasero per chiedergli di mettere a disposizione di Castell’Alfero l’esperienza positiva che aveva portato al superamento del campo rom di via Guerra. Un lavoro su cui noi come prefettura avevamo svolto un importante lavoro di coordinamento. Il sindaco Rasero, che ringrazio, ha subito messo a disposizione il dirigente dei Servizi sociali e personale qualificato del Comune che hanno contattato le famiglie in questione, avviando un percorso che sta dando i suoi frutti. Contemporaneamente abbiamo anche coinvolto il Cogesa che ci sta dando una significativa mano».
Il prefetto Ventrice non vuole fare anticipazioni, ma pare che i due nuclei insediatisi a Callianetto siano seriamente intenzionati ad acquistare un immobile in altra località, mentre c’è l’ipotesi che il Comune possa acquistare l’area, allo stesso prezzo pagato dalle due famiglie rom, in modo da evitare che in futuro possano ripetersi situazioni simili.
Proprio domani, mercoledì, è prevista una nuova riunione in prefettura per fare il punto: «Su questa vicenda abbiamo lavorato sin dal primo giorno con molta attenzione, senza nulla tralasciare. Magari senza fare grandi proclami, ma cercando di trovare la migliore soluzione per tutti».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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