Istituto Penna
09 Aprile 2026 16:15:58
Il tartufo, un mito della cucina italiana (e piemontese in particolare) in grado di movimentare un importante giro di affari, diventa materia di studio.
E' stato infatti presentato oggi all'Istituto Agrario Penna, il primo corso di "tartufologia", una serie di lezioni destinate agli studenti della 3^ e 4^ B dell'indirizzo agrario. Saranno quattro incontri per un totale di 10 ore con un docente riconosciuto come assoluta "autorità" in campo di tartufi nell'Astigiano: il cercatore e commerciante di tartufi Sandrino Romanelli.

«Per noi è motivo di orgoglio aver pensato a questo corso - ha detto il dirigente professor Marino - che mi risulta essere unico in provincia di Asti. In questa terra di grande vocazione turistica, un istituto agrario non poteva non affrontare in modo "scientifico" e didattico un prodotto che mette insieme un imponente valore economico e una mitologia che pochi altri frutti della terra hanno. Per gli studenti che hanno scelto un percorso di formazione agraria è importante avere una conoscenza ravvicinata con questo prodotto, anche se non diventeranno dei trifulau appassionati».
E il senso del corso lo spiega nel dettaglio Romanelli: «Io non vi farò schede agronomiche del tartufo, ma vi insegnerò a riconoscere e scegliere gli esemplari migliori, a comprarli al giusto prezzo, i canali commerciali attraverso i quali passa questo particolare mercato di nicchia e a sfatare alcuni luoghi comuni che continuano a persistere».
Ha raccontato di come è nata la sua passione per i tartufi (a 20 anni quando gli è stato permesso di tenere un cane che ha subito addestrato alla cerca) e di come anche loro debbano essere orgogliosi di essere astigiani, città che ha avuto per molti anni, negli scambi in piazza Statuto che avvenivano all'alba, il più grande mercato di tartufi al mondo.
«Sotto i portici arrivavano i commercianti da Alba e dal resto d'Italia a comprare i tartufi che portavano i cercatori. Ora, con i cellulari si è persa questa modalità commerciale, ma Asti rimane una capitale del tartufo anche se quelli di Alba sono stati più svelti a costruirci su un'immagine mondiale».
Ai ragazzi ha raccontato una curiosità: perché i trifulau erano scesi in piazza, in corteo, per protestare contro la proposta di legge di vietare la cerca dei tartufi di notte e consentirla solo di giorno.
«Intanto perché di notte il cane è molto meno distratto e dunque più concentrato sulla cerca - ha spiegato - e poi, il bello della raccolta del tartufo sta proprio nella suggestione che lo accompagna: di notte, al buio, i trifulau che si portano indisturbati nei "loro" posti che nessuno deve scoprire. Un mistero che fa parte del successo di questo straordinario prodotto».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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