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Fondazione CrAsti: rinviata a martedì 21 la riunione sulle nomine in Banca

"Carenza documentale" la motivazione ufficiale. L'assemblea degli azionisti è già convocata per lunedì 27. Un appello per la riconferma come Ad di Carlo Demartini

livio negro

Il presidente della Fondazione Cr Asti Livio Negro

Conferme ufficiali non ce ne sono, ma più fonti concordano che la "fumata bianca" non c'è stata: Il Cda della Fondazione Cassa di risparmio avrebbe rinviatro a martedì 21 la decisione sulle nomine in Banca di Asti.

Chi decide

Formalmente il rinvio sarebbe motivato da "carenze documentali", molto più probabilmente non ci sarebbe ancora un accordo tra gli otto componenti: il presidente Livio Negro, il vice presidente Roberto Scaltrito, i consiglieri Federica Carbone, Carmen Petrizzi, Antonio Petruzzi, Massimo Picollo, Riccardo Ruscalla, Micaela Soldano.

Il presidente Livio Negro nei mesi scorsi aveva dato mandato alla società Spencer Stuart di selezionare i candidati al Consiglio di amministrazione (dietro ad un compenso di oltre 100 mila euro): erano arrivate oltre 140 proposte. Tra i nomi ci sarebbero quelli del sindaco Maurizio Rasero, che alcune voci vorrebbero presidente), dell'ex parlamentare Maria Teresa Armosino, e dell'attuale consigliere Pd Roberto Vercelli (ex dirigente di Intesa Sanpaolo). Oltre a Carlo Demartini, attuale direttore generale e Amministratrore delegato, artefice della crescita dell'istituto bancario da piccola Cassa di risparmio provinciale a player in tutto il Nord Italia. Ma è proprio sul suo nome che si starebbe giocando una sorta di braccio di ferro. 

Alla Fondazione di Asti spettano 8 posti su 13, gli altri 5 sono di competenza degli altri soci: Fondazione Biella (2 posti), Vercelli, Torino e Bpm (uno a testa).

L'Assemblea della Banca che dovrà nominare il nuovo Cda è già convicata per lunedì 27 aprile, alle 16,30: il deposito delle liste va effettuato entro 5 giorni precedenti. La nuova scedenza per la riunione del Cda rischia di trasformarsi in una sorta di ultimatum. 

"Confermate Demartini"

Una netta presa di posizone a favore della riconferma di carlo Demartini è stata diffusa poco prima della riunionbe del Cda della Fondazione, dall'ex presidente Mario Sacco: "Se Carlo Demartini non viene confermato Amministratore Delegato scrivo in Banca d’Italia perché vedo in questo un segnale inequivocabile della volontà di vendere la Banca. Mi opporrò con tutte le forze e le conoscenze che ho mantenuto a un disegno che per la Banca è un salto nel buio e per qualcuno è un piano diabolico a danno del territorio, dell’economia e delle imprese e degli oltre duemila dipendenti e delle loro famiglie compreso tutto l’indotto commerciale che rappresentano. Mi appello al buon senso dei componenti del cda della Fondazione a evitare che vengano ricordati come quelli che hanno affossato un piano di sviluppo della più grande azienda del territorio con oltre 180 anni di storia gloriosa legata ad Asti e al Piemonte. Molti di questi amministratori erano con me. Insieme con coerenza abbiamo assunto decisioni e deliberazioni per mantenere autonoma Banca di Asti, un modello unico in Italia con una governance delle Fondazioni".

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