Nomine e finanza
21 Aprile 2026 08:12:00
La sede della Banca di Asti
Nuovo presidente e forse nuovo amministratore delegato: queste dovrebbero essere le principali novità ai vertici di Banca di Asti. Con, sullo sfondo, quella che potrebbe essere la vera notizia: non è più così scontato che la Banca sarà ceduta.
Se ne dovrebbe sapere di più da oggi: il Cda della Fondazione Cassa di risparmio è convocato per dare il via libera alla lista di candidati per il Consiglio di amministrazione della Banca. I tempi sono stretti: l’assemblea dei soci è convocata per lunedì 27, alle 16,30 e l’ultimo giorno utile per il deposito delle liste è domani, mercoledì. Potrebbero essere più di una le liste: nelle ultime ore circola con insistenza l’ipotesi che alla lista astigiana potrebbe aggiungersi quella della Fondazione di Biella (come già accaduto sei anni fa) alla quale spettano di diritto vicepresidenza (Gabriele Mello Rella, commercialista, già assessore a Biella, quota Forza Italia) e un consigliere.
Nel Cda della Fondazione, accanto al presidente Livio Negro, siedono il vice Roberto Scaltrito e i consiglieri Federica Carbone, Carmen Petrizzi, Antonio Petruzzi, Massimo Picollo, Riccardo Ruscalla, Micaela Soldano. A loro spetterà decidere i nuovi vertici di Banca di Asti, partendo dai nominativi selezionati da Spencer Stuart, società di rilievo internazionale specializzata nello «scouting» di manager. Chi ci sarà nel futuro board della Banca?
A differenza del passato, quando le decisioni erano note con anticipo, stavolta si arriva nel riserbo (quasi) assoluto. Gli «spifferi» che escono dagli uffici che si affacciano su piazza Roma raccontano di un Cda che sarà parecchio rinnovato, senz’altro nelle sue posizioni più importanti. Per la presidenza sembra confermata l’ipotesi di Maurizio Rasero, che dovrebbe lasciare il posto in Provincia; definitivamente tramontata la riconferma del presidente uscente, Giorgio Galvagno, che avrebbe in cambio la presidenza della controllata Pitagora spa (al posto di Pietro Cavallero, attuale direttore di Confocooperative Piemonte Sud). Tra gli altri «papabili»: Maria Teresa Armosino, Roberto Vercelli, Alberto Rubba.
Più controversa l’indicazione dell’Amministratore delegato. L’uscente è Carlo Demartini e sul suo nome si è consumato un duro braccio di ferro col presidente della Fondazione Livio Negro, che fin dall’inizio ha sostenuto la necessità per l’Ente di «alleggerire» la propria posizione nella Banca. «Necessità» che ora pare venga quanto meno spostata nel tempo.
A Demartini, difensore dell’autonomia della banca, non sono bastati i risultati ottenuti sotto la sua gestione che hanno consolidato e rafforzato l’istituto di piazza Libertà; al suo posto si sta cercando una figura «che non sia un liquidatore, ma prosegua il lavoro di sviluppo della banca» dice una fonte interna che vuole rimanere anonima. Tra i nomi circolati quello di Maurizio Barnabè, biellese, inizi carriera in Banca Sella, attualmente direttore generale della Cassa di risparmio di Orvieto; e Lodovico Mazzolin, ex direttore generale dell’Istituto per il credito sportivo, ritenuto vicino ai Cinquestelle e fino al 2024 socio della Far From Shallow Srls, società fondata da Claudia Conte, finita nell’affaire del ministro dell’ Interno Piantedosi. Ma la scelta potrebbe essere diversa.
Intanto scadono domani mercoledì 22 aprile i termini per presentare le candidature per un posto nel Consiglio di Indirizzo della Fondazione: si cerca il sostituto di Gianfranco Imerito, che si è dimesso.
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