Incontro
22 Aprile 2026 12:15:00
Doppio impegno, martedì scorso ad Asti, per il politologo docente e saggista astigiano Manlio Graziano, ospite nel pomeriggio alla Fondazione Goria in una iniziativa organizzata dall’associazione Ethica per presentare il suo ultimo libro, “Come si va in guerra” edito da Mondadori e, alla sera, invitato dal Rotary Asti al ristorante La Ferté.
Tema centrale dell’incontro durante il quale Graziano ha dialogato con il presidente del Tribunale di Alessandria, Paolo Rampini, è stato il ritorno della guerra, l’ansia che questo fatto provoca ma, allo stesso tempo, l’abitudine e l’assuefazione dell’opinione pubblica a simili violenze.
«Per moltissime persone al mondo la guerra è un fatto quotidiano – ha sottolineato il prof. Graziano – alcuni ci hanno sempre convissuto, per noi è solo un lontanissimo ricordo, un racconto sentito o un evento letto in un libro».
Secondo l’analisi di Manlio Graziano, fatta nel suo libro precedente “Disordine mondiale”, la realtà non è vista mai per quello che è e, la possibilità di un nuovo ordine mondiale non esiste.
«Purtroppo abbiamo avuto la conferma di questa valutazione, anche dalla frase dello stesso segretario generale della NATO Mark Rutte, quando ha affermato che bisogna adattarsi ad una mentalità di tempi di guerra. Durante la sua riflessione, il saggista ha rimarcato il declino degli Stati Uniti come un vero e proprio capitombolo – lo ha definito sottolineando – e perché si arriva così facilmente e così volontariamente alla guerra?».
Nel volume “Come si va in guerra”, il saggista porta alla luce e smonta i meccanismi manipolatori che spingono i popoli ad accettare i conflitti o, addirittura, ad invocarli «in Francia, ad esempio nel periodo 1914/1918, tra le persone famose, ne risultarono contrarie alla guerra solamente due» ha commentato.
Impegnato all’Ecole supérieure de relations internationales di Lione, Manlio Graziano ha scritto numerosi saggi e, tra i numerosi impegni, collaborato con l’Observatoire géopolitique des espaces nationaux et internationaux della Sorbona e con riviste specializzate in geopolitica come “Limes”; vive in Francia dal 1999 ma torna spesso in Italia e ad Asti dove ha mantenuto numerosi rapporti di amicizia.
«Uno degli elementi che causa la guerra – ha ancora detto il prof. Graziano – è l’accumulo di tensioni, la perdita di dominio di alcune potenze e il non adattarsi a nuove situazioni, non mancano ovviamente motivazioni economiche con implicazioni politiche, sociali ed anche psicologiche, molteplici fattori che aggiungono difficoltà all’analisi ma la rendono anche più appassionante».
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