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«Rischiamo di perdere l'intero raccolto»

«Rischiamo di perdere l'intero raccolto»

Armando Piana da Mombaruzzo a vederlo nelle foto sorridente con Bobo Maroni non sembra la stessa persona che in questi giorni sta lottando per rimettersi in piedi. Ha la faccia tirata e stanca, solo

Armando Piana da Mombaruzzo a vederlo nelle foto sorridente con Bobo Maroni non sembra la stessa persona che in questi giorni sta lottando per rimettersi in piedi. Ha la faccia tirata e stanca, solo gli occhi sono uguali. Che a vedere le foto delle bottiglie distrutte che galleggiavano in mezzo alla melma, il tetto scoperchiato e i vigneti divelti e coricati un po’ si inumidiscono. «Abbiamo avuto danni - aggiunge - a livello strutturale, una parte del tetto è stato scoperchiato da un lato e si sono mossi anche i travi. Ormai ripassarlo non serve più a niente toccherà rifarlo del tutto». Camminando verso i capannoni si vedono le onduline divelte e la forza dell’uragano che come un moderno Gulliver ha sollevato il tetto e inzuppato d’acqua il controsoffitto che adesso si sta pian piano sgretolando.

«Abbiamo il settanta per cento - continua - dei vigneti a terra, li stiamo tirando su. Il problema peggiore è stata la grandine che ha colpito i grappoli completamente esposti. E in più non possiamo fare i trattamenti. Il rischio che l’intero raccolto vada perduto è altissimo». Intanto dalla Regione hanno assicurato che dopo l’assestamento di bilancio nei prossimi giorni cominceranno i sopralluoghi. «Entro questa settimana - conclude Piana - dovremmo riuscire a rimettere in piedi i filari. Ma non abbiam potuto fare nessun trattamento a macchina, nemmeno le cimature. Un vero disastro.

I danni non sono solo adesso dureranno anche per i prossimi quattro cinque anni. Le viti vecchie si sono rotte e oltre la sostituzione l’anno prossimo daranno gravi problemi per il ricaccio dei polloni verdi che saranno incubatore per la flavescenza». Il filo conduttore comune a sentire i contadini è la grande catena di solidarietà che si è sviluppata, naturalmente tra loro. Chi ha il pianta pali sono ormai giorni che non scende dal trattore e si passa di cascina in cascina fino a quando anche l’ultimo filare sarà rimesso in piedi.

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