19 Novembre 2021 08:55:21
Mario Botto, presidente dell'A.T.A.M. ha polemizzato con la decisione della Regione Piemonte di richiedere richieste on line per i contributi assegnati alle piante tartufigene: «Spesso i proprietari delle piante sono anziani – ha detto – e non bisogna scoraggiarli nelle loro richieste di indennizzi che si aggirano sui 100 – 150 euro; in caso contrario si perderà il 30-40% del patrimonio arboreo.»
Per il presidente dell'Associazione Tartufai Sandamianesi, Andrea Bossotto, «non si può più andare a tartufi tre mesi: si deve lavorare tutto l'anno rientrando nel bosco per ripulire i danni fatti e per cercare di creare un equilibrio. Bisogna salvaguardare le piante e semplificare la comunicazione, ripulendo i boschi e riportandoli in produzione: i tartufi possono tornare anche nei terreni da tempo improduttivi. Dobbiamo informare i proprietari delle piante affinchè non le abbattano.» Il prof. Marco De Vecchi (Università di Torino) ha ribadito che la tutela degli alberi deve essere di tutti, dei cittadini, delle associazioni e delle amministrazioni. Infine, il dottor Igor Boni, tecnico IPLA, ha affrontato gli aspetti più tecnici della creazione di una tartufaia, illustrando le esperienze sinora fatte in Piemonte.
Nelle foto: il bosco in Piazza Libertà e un momento del convegno in Sala Consiliare.Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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