Agricoltura
19 Settembre 2022 12:46:13
«Siamo alle solite - commenta Andrea Ghignone, sindaco di Moasca, imprenditore viticolo, presidente di una grande cooperativa vitivinicola astigiana e candidato per il PD alle prossime elezioni - In nome di lobby anti alcol e di gruppi di presunti salutisti, ancora una volta il vino viene inserito nel calderone del “politicamente corretto” e additato come responsabile di dipendenze e di tutto quello che ne consegue». Ghignone, assicurando solidarietà alla filiera vitivinicola, ricorda come da tempo il settore abbia sposato la campagna di un consumo moderato e consapevole con azioni di promozione e propaganda, «ben prima di altri settori produttivi di massa» e aggiunge: «Sono convinto, e con me molti esperti, che un eventuale proibizionismo non risolverebbe il problema. E neppure vorrei accennare a tutti gli studi scientifici che, ormai da tempo, indicano un consumo senza eccessi di vino come fattore di benessere e addirittura di controllo rispetto a patologie cardiovascolari. Qualcuno all’OMS sa cos’è il Paradosso Francese secondo cui un limitato consumo di vino rosso proteggerebbe arterie e cuore? Qualcuno all’OMS sa cos’è il resveratrolo, un elemento naturalmente presente nell’uva e quindi nel vino che, secondo ricerche medico-scientifiche, sarebbe responsabile di alcuni effetti positivi sulla salute? Evidentemente no». «Infine - annota Ghignone - mi rattrista il silenzio attribuito ai rappresentanti europei, segnatamente quelli del Sud Europa (Italia in testa), rispetto a questo sciagurato documento. Ecco, almeno questo vorrei non ci fosse stato».
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