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Sanità

Infermieri paragonati a "Gesù in croce": esplode la querelle dopo le parole del sindaco di Asti

Il sindacato Nursind contesta quanto dichiarato da Maurizio Rasero ai margini di un incontro pubblico. Critiche anche dal Movimento 5 Stelle

Infermieri foto generica

Una frase, pronunciata mercoledì dal sindaco di Asti Maurizio Rasero durante la conferenza sulle violenze al personale sanitario, sta scatenando non poche polemiche tra il Nursind, lo storico sindacato della categoria infermieristica, il Movimento 5 Stelle e lo stesso Rasero. Durante il suo intervento, il sindaco aveva sottolineato, tra altre cose, la perdita di valori, il cambiamento in negativo della società «soprattutto dopo il Covid, quando nelle persone è aumentata la rissosità e l’aggressività; comportamenti bellicosi che si trovano in tanti contesti come quello scolastico dove purtroppo, certi genitori alzano le mani sugli insegnanti». Azioni da condannare. «Io sono per la prevenzione – aveva detto ancora – e per il rispetto e per l’educazione che deve essere insegnata fin dai primi anni».

Il sindaco di Asti Maurizio Rasero

Rasero aveva poi aggiunto di essere contrario all’aiuto dell’esercito («se io lo vedessi mi sentirei in una situazione di maggiore pericolo, però sono d’accordo sui presidi») sottolineando la mancanza di organico e coperture, una carenza che si vede soprattutto al pronto soccorso dove spesso arrivano «famiglie numerose» e difficili da gestire, fino alla frase incriminata rivolta agli infermieri: «Voi trattate la cosa più preziosa che abbiamo e, quasi come Gesù in croce, vi sacrificate quotidianamente ma, per quello che fate, non siete corrisposti».

Parole che hanno scatenato reazioni, forse, spropositate: «Ci mancava che ci suggerisse di pronunciare la frase “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno” – evidenzia Nursind Asti in un comunicato – non sappiamo se si tratti di un’uscita infelice o di superficialità; nel primo caso – continua il sindacato – suggeriamo al sindaco maggiore attenzione nel lanciare messaggi che possono risultare distorti e poco qualificanti per la categoria; nel secondo, se questa è davvero la concezione che ha dei professionisti sanitari, non possiamo che esprimere preoccupazione per la superficialità e la scarsa conoscenza dimostrata».

Anche Massimo Cerruti, consigliere comunale 5Stelle, ha replicato con un comunicato. «Rimango sorpreso dalle parole del sindaco – scrive – a fronte di un preoccupato SOS, l’intervento istituzionale è stato a dir poco, contraddittorio. La parola d’ordine è stata minimizzare e buttarla in caciara, dando responsabilità alle famiglie, agli stranieri o al problematico superamento dei campi nomadi. "Va tutto bene Madama la Marchesa” – continua Cerruti – non regge più e lo stesso Rasero sconfessa se stesso quando ammette come siano venute meno le strutture di supporto per persone problematiche».

Un aspetto sociale, quest’ultimo, responsabilità del Comune stesso. Dopo altre dichiarazioni dai toni accesi, Massimo Cerruti condanna quindi la frase incriminata: «Inaccettabile paragonare gli addetti sanitari a Gesù in croce – sottolinea – offensivo da una parte, ma molto chiaro nel certificare che il problema c’è ed è grave; i lavoratori – conclude il consigliere pentastellato – chiedono sicurezza e dignità, ma dalla politica locale e nazionale sembrano arrivare solo ipocrisia e propaganda».

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