Il caso
23 Dicembre 2025 10:12:50
Nuovo atto della querelle che vede contrapposti i volontari dell'associazione Difesa Felini di Asti con l'amministrazione comunale, in particolare con l'assessore all'Ambiente Luigi Giacomini. Da mesi il sodalizio che si occupa di gestire alcune delle colonie feline presenti sul territorio cittadino lamenta disattenzione e scarsa volontà al confronto da parte del Comune. Che si tratti dell'ormai famosa Casa dell'Avvogatto, o della colonia al cimitero di viale Don Bianco, quando non del "gattile" (ancora in fase embrionale) che il Comune dovrebbe completare a Revignano, il sodalizio chiede risposte più tempestive e più investimenti mirati per andare incontro alle esigenze degli animali.
L'ultima stoccata all'amministrazione arriva a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate al nostro giornale dall'assessore Giacomini sul tema delle colonie feline. «Alla Casa dell’Avvogatto abbiamo effettuato un intervento di pulizia generale» aveva detto l'assessore rispondendo proprio all'associazione Difesa Felini. «La "pulizia generale" - replicano i volontari - ha riguardato la rimozione di due automobili, abbandonate da tempo nel cortile del bene. L’intero immobile, tuttavia, risulta ancora occupato da immondizia di ogni genere e dalla carcassa di un gatto. Immobile ancora oggi, forse, giaciglio per un senza dimora e il suo cane. Ci teniamo nuovamente a precisare che, come già riportato nella segnalazione depositata al Comune di Asti, il 14 agosto, i volontari, durante un accesso in colonia, hanno dovuto contattare le forze dell'ordine in quanto nel giardino era stato abbandonato un veicolo a cui è stato dato fuoco. L'incendio si è diffuso in tutta l'area circostante, arrivando ai piedi della postazione cibo dei gatti [...] I volontari, in attesa anche in questo caso di un rimando da parte dell'assessore, sono stati costretti ad attraversare i campi agricoli con il proprio mezzo per raggiungere la colonia».
Giacomini aveva poi spiegato cos'è stato fatto per il gattile di Revignano («abbiamo vinto un bando regionale per il posizionamento di un container per lo stoccaggio e visite veterinarie, e per la lotta al randagismo»), ma anche in questo caso i volontari ribadiscono le loro perplessità. «Un gattile che, al momento, risulta impraticabile e inconcluso, dietro un immobile abbandonato, tra due strade molto trafficate, sprovvisto di accessi, utenze e, soprattutto, di un’associazione nominata alla sua custodia - spiegano dall'associazione - È ancora evidente che i due boxe abbandonati sull’opera incompiuta potrebbero essere utilizzati in altre colonie, in particolare al cimitero dove i volontari soffrono l’arbitrio di soggetti che rimuovono la postazione cibo dei gatti e impediscono il transito ai volontari, senza previe comunicazioni».
Per i volontari anche il confronto tra Comune e associazioni, ribadito dall'assessore Giacomini, sarebbe piuttosto al palo. «L’associazione Difesa Felini opera da vent’anni sul territorio comunale. Si occupa quotidianamente, con cura e serietà, alla custodia delle colonie feline più popolate, tra cui quella nominata all’interno del cimitero comunale. Com’è possibile ritenere esaustivo un “colloquio” che non contempla la presenza degli attori principali? Anche in questo caso nessun volontario dell’A.D.F è stato informato di questo incontro/colloquio ciò a rappresentare, ancora e per l’ennesima volta, il totale disinteresse alla costruzione di un dialogo costante e di un pensiero condiviso sul tema, da parte dell’esponente di governo locale».
Sulla questione del bando regionale, che prevede risorse specifiche per le colonie e per le quali il Comune, come evidenziato dall'assessore, è stato messo in graduatoria, i volontari sono molto delusi. Confermano la presenza di Asti in graduatoria, ma in quella dei Comuni esclusi dai contributi. «Sono disponibili in internet gli allegati relativi agli esiti del bando - proseguono i volontari in una nota stampa - L'allegato B elenca i Comuni vincitori, in cui Asti non figura. Al contrario è presente nell’allegato C – “Elenco istanze ammesse in attesa di contribuzione” dove sono elencati i Comuni che, forse, in futuro e solo nel caso di un rimpolpamento del fondo, potranno esserne destinatari. Da recente colloquio telefonico con gli uffici competenti, individuati nella pagina del medesimo bando gli operatori hanno confermato che ad Asti nulla è, al momento, dovuto e, inoltre, non sono previsti rimpinguamenti del fondo imminenti».
«Abbiamo atteso a rilasciare questa risposta perché ritenevamo opportuno confrontarci prima con il sindaco di Asti. - aggiungono dal sodalizio - Il primo cittadino ha risposto energicamente alla nostra istanza conferendoci colloquio in pochi giorni. Le risposte, tuttavia, si riconducevano a quelle già ricevute dall’assessore di competenza, o sul giornale o durante i Consigli comunali per l’approvazione del bilancio preventivo. Pur riconoscendo al sindaco il tentativo di ascoltare le esigenze della nostra categoria, accogliendoci in colloquio e ascoltandoci, considerata l’ampia fascia di questioni che ne richiedono la sua immediata disponibilità, le risposte a lui riportate risultano insoddisfacenti e ciò comporta di mantenere l’attenzione alta su questi temi in ogni modo».
«A tal proposito il 19 dicembre, durante un accesso nella colonia del cimitero, i nostri volontari hanno constatato l’asportazione dei beni riferibili alla colonia per l’alimentazione dei gatti (ciotole dell’umido, crocchette e ciotola dell’acqua). La postazione, aderente a un lotto in concessione scaduta da molti anni, è stata delimitata con la sospensione del cancelletto bloccato alle due estremità del recinto con del filo spinato. I volontari hanno trovato più tardi il contenitore con tutte le ciotole, ancora piene di cibo, depositate in un angolo della struttura cimiteriale e hanno richiesto l’accesso della polizia municipale per un sopralluogo e per accertare la violazione regolamentare».
Dall'associazione aggiungono che a far delimitare la zona sarebbe stato il consigliere comunale delegato alle frazioni, Piero Ferrero. «Non risultano comunicazioni di quest’ultimo con l’ufficio ambiente né a cascata, con congruo preavviso per i gatti e per i volontari, con l’associazione scrivente - continuano i volontari - Il mantenimento delle colonie feline, il randagismo felino, l’associazionismo, la presenza di servizi (presidi sanitari) specifici sul territorio e la partecipazione, adeguata e corale di tutti gli attori sul territorio ai bandi dedicati sono necessari e richiedono da parte delle istituzioni metodi e modelli partecipativi e inclusivi».
Ma le accuse dell'associazione vengono respinte dallo stesso consigliere Ferrero che spiega l'accaduto: «Alcuni utenti del cimitero hanno notato delle ciotole lasciate a terra, con le crocchette, che attiravano topi e ricci nelle tombe. Questo, ovviamente, crea un problema di decoro e igiene, quindi abbiamo rimosso le ciotole affidandole al custode e abbiamo trincerato la tomba in questione, con un cancelletto, tomba che pur decaduta contiene ancora delle spoglie. Ai volontari - continua Ferrero - è stato detto più volte che hanno alcuni luoghi dove poter lasciare il cibo per i gatti, ma quando gli animali terminano di mangiare chi è lì deve rimuovere le ciotole e le crocchette avanzate. Per questo abbiamo suggerito loro di acquistare un piccolo prefabbricato in legno da posizionare nel cimitero nel quale mettere i loro strumenti. Io non ho nulla contro i gatti, anzi, ma la richiesta dell'associazione di avere in concessione una tomba decaduta da usare in via esclusiva per l'attività dei volontari, o per sfamare i gatti, non può essere accolta in nessun modo».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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