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Il progetto “I.N.C.L.U.D.O.”: una rete per sostenere e accompagnare i giovani

Scuola, sport, salute e lavoro al centro di un progetto condiviso che punta a prevenire il disagio e accompagnare i giovani verso l’età adulta

Il progetto “I.N.C.L.U.D.O.”: una rete per sostenere e accompagnare i giovani

È stato presentato questa alla Prefettura di Asti il progetto “I.N.C.L.U.D.O.”, un intervento strutturato e condiviso che nasce per rispondere a una crescente fragilità giovanile che attraversa l’intero tessuto cittadino. Un fenomeno che non riguarda più soltanto le periferie o specifici contesti socioeconomici, ma che si manifesta in modo trasversale, coinvolgendo famiglie, scuole e servizi.

Negli ultimi cinque anni, come emerso dai tavoli di coordinamento territoriali e formalizzato nel Patto territoriale per la scuola, si è registrato un aumento significativo delle difficoltà genitoriali, della povertà educativa e dei comportamenti a rischio tra i minorenni. Le criticità emergono già nella scuola primaria e si acuiscono nella secondaria di primo grado, con episodi di bullismo, violenza tra pari, dispersione scolastica e difficoltà nella gestione dei gruppi classe. In alcune realtà scolastiche, inoltre, la forte concentrazione di minoranze etniche ha favorito la formazione di vere e proprie “classi ghetto”, ostacolando i percorsi di inclusione.

A destare particolare preoccupazione è anche la diffusione delle dipendenze, dall’abuso di alcol alla social addiction. I dati della Neuropsichiatria Infantile segnalano un aumento esponenziale delle prese in carico per disturbi del comportamento alimentare e un incremento degli accessi al pronto soccorso pediatrico per problematiche psichiatriche. Un quadro complesso, aggravato dalla frammentarietà degli interventi e dall’assenza di un polo educativo dedicato ai giovani.

È in questo contesto che si inserisce il progetto I.N.C.L.U.D.O., promosso dal Comune di Asti e finanziato dalla Regione Piemonte attraverso i fondi della legge regionale “Piemonte per i giovani”. Ad aprire la conferenza è stato il dottor Giuseppe Recupero, capo di Gabinetto della Prefettura, che ha portato i saluti del Prefetto Claudio Ventrice. Recupero ha spiegato come l’acronimo racchiuda i pilastri del progetto – istruzione, natura, corretti stili di vita, lavoro, uguaglianza, democrazia e orientamento – sottolineando l’obiettivo di accompagnare i giovani dai 15 ai 34 anni in ogni fase della loro vita sociale e quotidiana, contrastando anche il fenomeno dell’emigrazione giovanile.

Il Capo di Gabinetto Giuseppe Recupero

L’assessore Bologna, intervenendo a nome dell’amministrazione comunale, ha evidenziato come le politiche giovanili siano diventate centrali dopo gli effetti dell’isolamento pandemico e i cambiamenti delle strutture familiari. Il valore aggiunto di “I.N.C.L.U.D.O.” risiede nella costruzione di una vera rete educante territoriale, fondamentale anche per accedere a finanziamenti regionali ed europei. Tra le azioni previste, l’individuazione di spazi dedicati ai giovani, con la presenza di educatori e psicologi come punti di riferimento stabili.

Gli aspetti tecnici del progetto sono stati illustrati dal dottor Amico, dell’Ufficio Ricerca e Finanziamenti, che ha ricordato come “I.N.C.L.U.D.O.” abbia ottenuto il massimo contributo previsto dal bando, pari a 80 mila euro, rispondendo in modo completo a tutte e cinque le linee d’azione. Un risultato possibile grazie a un partenariato ampio che coinvolge scuole, terzo settore, associazioni sportive, ASL e Prefettura.

Nel dettaglio delle attività è entrata la dottoressa Lovisolo, funzionaria del Comune di Asti, spiegando le cinque linee progettuali: inserimento lavorativo e sociale, partecipazione attiva, promozione dei corretti stili di vita, sport e tutela dell’ambiente. Percorsi che nascono anche da esperienze precedenti e che mirano a offrire ai giovani occasioni concrete di crescita e inclusione.

Fondamentale il contributo dell’ASL, il dottor Andrea Fabbo, direttore sanitario, ha annunciato interventi mirati alla prevenzione del disagio giovanile attraverso incontri nelle scuole, gruppi di ascolto e il potenziamento dei servizi di psichiatria, con particolare attenzione alla fascia adolescenziale.

Dal mondo della scuola, la dirigente scolastica IIS “V. Alfieri” Stella Perrone ha sottolineato la responsabilità degli istituti nel gestire l’età dell’adolescenza e l’importanza di non rimanere chiusi entro i confini scolastici. “Includo” diventa così uno strumento di raccordo con il territorio, capace di trasformare la cultura in crescita civile, contrastare bullismo e cyberbullismo e valorizzare percorsi come i PCTO e i laboratori espressivi.

In chiusura, il dottor Recupero ha richiamato uno dei concetti chiave del progetto: la democrazia. Investire sui giovani, sulla cultura e sulla salute significa investire nel futuro del Paese, rafforzando le basi di una società più equa e inclusiva. Inoltre sono stati rinnovati i più sinceri auguri a nome di tutta la Prefettura di Asti per un sereno Natale e un felice 2026. 

“I.N.C.L.U.D.O.” può essere letto come una grande tessitura collettiva: ogni partner rappresenta un filo – scuola, sport, salute, lavoro, ambiente – che, intrecciato agli altri, costruisce una rete capace di sostenere i giovani nel passaggio verso l’età adulta, evitando che restino intrappolati nelle maglie del disagio o dell’isolamento. 

Foto di Maria Grazia Billi 

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