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Intervento

"Futuro della Banca: Asti deve restare al centro"

Il consigliere regionale Sergio Ebarnabo, già vicepresidente della Fondazione: "Non c'è nessun obbligo di dismettere le azioni"

ebarnabo

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Nel dibattito sul futuro della Banca di Asti, interviene il consigliere regionale Sergio Ebarnabo, già vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. "Auspico, anzi mi adopererò per mantenere la governance della nostra Banca che da oltre 180 anni è il punto di riferimento dell'economia e del sistema di imprese dell'astigiano, una delle banche commerciali più importanti non solo in Piemonte ma anche a livello nazionale, con una rete diffusa di sportelli sul territorio a favore di piccole imprese, famiglie e cittadini con oltre 2000 occupati.

Prendendo spunto dal recente intervento del Vescovo di Asti, tengo a precisare che per la Fondazione non c'è l'obbligo a dismettere la quota di maggioranza:

1) perchè l'accordo / protocollo ACRI-MEF non è legge;

2) perchè l'ACRI è un sindacato al quale le Fondazioni di origine bancaria aderiscono in modo volontario;

3) perchè anche l'adesione all'addendum dello stesso protocollo è stata volontaristica.

Bisogna quindi sfatare questa conclamata esigenza obbligatoria di dover vendere la Banca. Si può eventualmente ridurre la partecipazione della Fondazione ma solo se finalizzata al rafforzamento della governance. Dopo Biella, Vercelli, Torino potremmo aprire ad altre Fondazioni piemontesi tenendo Asti al centro".

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