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Intervista

Dal Venezuela ad Asti: la cattura di Maduro accende la speranza di Ivan Zanettin

Il pallavolista del CUS Cagliari racconta la sua infanzia in Sud America e auspica un futuro di pace per il proprio paese

Ivan Zanettin

Ivan Zanettin, opposto del Cagliari in A3

Dal Venezuela all'Italia, con il sogno di diventare uno sportivo di successo. Ivan Zanettin è un pallavolista italo-venezuelano, papà Walter gestisce da tempo un'attività di ristorazione a Baldichieri d'Asti, la mamma sudamericana ha lasciato da tempo il Paese d'origine. Asti è il "porto sicuro" di Ivan e dei suoi famigliari stretti, ma fino a 17 anni il classe 1997 ha trascorso la sua infanzia nel Paese d'origine. Da globetrotter dello sport, l'opposto ha giocato in molti club, principalmente al Sud Italia, attualmente è la bocca da fuoco del Cus Cagliari in Serie A3. Come ha vissuto la cattura di Nicolas Maduro un astigiano d'adozione che ha vissuto la realtà venezuelana?

"Non giudico cosa possa aver spinto gli USA e Trump a catturare Maduro, ma per me e sono convinto per tutto il popolo venezuelano la notizia del suo arresto è motivo di speranza".

Come si vive nel Venezuela di Maduro?

"Ho lasciato il Paese a 17 anni, e Maduro era al governo da un paio di anni. La mia scelta, come quella di mia mamma e mia sorella, è stata dettata dalla situazione in cui si viveva. Povertà, dittatura, pochissime speranze per uno sportivo e per un giovane di emergere. Oggi tutti parlano del Venezuela ma negli anni addietro in pochi hanno sottolineato le barbarie che caratterizzavano la dittatura. Elezioni "pilotate", cattura e torture per chi si metteva contro di lui, povertà per tutti".

Hai amici che vivono o hanno vissuto recentemente questa realtà?

"Ci sono alcuni miei amici che erano nelle selezioni giovanili della pallavolo con me che vivono ancora in Sud America, sono ragazzi con famiglie, che fanno due o tre lavori e faticano a vivere dignitosamente".

Cosa accadrà ora?

"Si parla ovviamente del petrolio come epicentro di tutto ciò che è accaduto, certamente il Venezuela è un Paese indebitato, in difficoltà, che non cambierà in un attimo. Ci saranno tempi duri, la certezza è che quando al governo c'era Chaves la situazione non era rosea ma riuscivamo a mangiare. Negli ultimi anni tutto è peggiorato, il popolo in piazza festeggia".

Dovrà rispondere di tutto ciò che ha fatto, delle persone che ha colpito, delle famiglie che ha fatto soffrire

Cosa significa la cattura di Maduro per voi venezuelani?

"Significa che dovrà rispondere di tutto ciò che ha fatto, delle persone che ha colpito, delle famiglie che ha fatto soffrire. Lui è stato catturato ma il governo esiste e questa mossa rappresenta per il popolo la speranza di trovare libertà, serenità e pace. Non so cosa accadrà, certamente chi ama il Venezuela e i venezuelani stessi intravedono luce all'orizzonte".

Speranza quindi...

"Sì, tutti noi che abbiamo lasciato il Paese spesso ci sentiamo e pensiamo a quanto sarebbe bello ritrovarsi un giorno nel luogo in cui siamo nati. Prima si parlava di trovargi all'Isola di Margarita, da domani la prospettiva può cambiare in meglio".

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