Il caso
07 Gennaio 2026 16:56:00
Vivere ai “confini del regno” è romantico, ma anche difficile. Sul piatto della bilancia c'è l'arcadia di un ambiente naturale con paesaggi mozzafiato, dall'altro la lontananza dai centri maggiori e la difficoltà nell'accesso ai servizi, anche quelli di prima necessità. Una cittadina svizzera, innamoratasi del “life stile” della Langa Astigiana, qualche anno fa ha deciso di trasferirsi a Serole. Come da prassi, ha acquistato una cascina in campagna dove vivere in pace a contatto con la natura. In verità la arzilla ottantaduenne, non ne ha scelta una “imbriccata”, ma vicina alla strada provinciale.
«Qui, però non prende il cellulare e quindi ho deciso di lasciare in casa il telefono fisso - ci spiega nel suo timido italiano - Solo che da più di un anno non funziona». A perorare la causa della concittadina è intervenuta la sindaca Lorena Avramo: «E' dal 2024 che perdura il disservizio - ha lamentato - Tutto è iniziato a causa di una nevicata che pare aver compromesso un palo. La signora ha contattato ripetutamente la Telecom fino a quando una squadra di tecnici si è presentata ed ha risolto il guasto. Peccato temporaneamente perché il disservizio si è ripresentato a breve giro e dopo sono state inutili le sollecitazioni al servizio clienti».
Il Comune si è preso a cuore il problema: «E' diventata una questione di sicurezza - ha confessato Avramo - Dovesse succedere qualcosa, la signora non avrebbe modo di comunicare. Per questo abbiamo inviato diverse pec sia alla Telecom sia alla Prefettura. Al momento, però, il gestore e la società appaltata per la manutenzione si rimbalzano la responsabilità dell'intervento. Il problema persiste e la situazione non è più sostenibile».
La vicenda della signora invita ad una riflessione generale sul flusso di nuovi residenti. «Sono in crescita i nuclei familiari, soprattutto stranieri, che si trasferiscono nei nostri paesi per godere di stili di vita più sani e a contatto con la natura - dichiara la prima serolese - Questa per noi è una grande opportunità per contrastare lo spopolamento e tenere in vita i piccoli Comuni. Però dobbiamo garantire i servizi minimi ed essenziali. Da troppo tempo abbiamo difficoltà con la fornitura dell'acqua, una problematica che d'estate ha la scusa delle “troppe piscine”, ma d'inverno è ascrivibile solo ad una rete fatiscente. Se a questo aggiungiamo anche problemi alla rete di comunicazione, vuol dire che c'è scarsa attenzione, anche da parte delle istituzioni, verso i territori marginali».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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