Lavori
09 Gennaio 2026 08:26:30
La sala d'attesa dell'Anagrafe di Asti [foto di repertorio]
Con l'inizio dell'anno è arrivata la conferma che il Comune di Asti è risultato assegnatario di un importante contributo regionale per pagare interventi nell'edificio dell'ex Annunziata, tutelato dalla Soprintendenza, che ospita numerosi uffici, tra cui i Servizi dell'Anagrafe. Il finanziamento rientra nel Programma Regionale FESR 2021/2027 finalizzato all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e, oltre agli interventi primari, il progetto prevede «importanti opere di miglioramento sismico e strutturale, fondamentali per la sicurezza e la valorizzazione dell’immobile». Il contributo della Regione ammonta a circa 1.200.000 euro, a cui si aggiungono fondi comunali per circa 3.016.000 euro, per un importo complessivo del progetto pari a circa 4.200.000 euro.
«Apprendiamo molto favorevolmente che il finanziamento per l’ex Annunziata è stato approvato - commenta la vicesindaca Stefania Morra con delega ai Lavori Pubblici - Si tratta di un intervento strategico, destinato non solo all’efficientamento energetico, ma anche alla messa in sicurezza dell’edificio. La partecipazione a questo bando ha richiesto un grande impegno da parte degli uffici comunali, con attività che si sono protratte anche oltre l’orario di lavoro, ma il risultato ottenuto è davvero fondamentale per l’intero Ente. Parliamo di un miglioramento concreto del comfort dei lavoratori, di un adeguamento normativo degli spazi e di un conseguente risparmio sui costi di gestione. Non possiamo che ringraziare gli uffici comunali per l’impegno profuso, che si aggiunge a una gestione quotidiana già particolarmente complessa».
Anche il sindaco Maurizio Rasero si dice soddisfatto del risultato, ma non manca di ricordare la querelle, nata in Consiglio comunale durante l'approvazione del bilancio di previsione, con la quale la minoranza aveva lanciato l'allarme sulla riduzione degli investimenti e quindi sui lavori pubblici. «L’intervento sull’ex Annunziata rappresenta un passo rilevante nel percorso di riqualificazione del patrimonio pubblico comunale, coniugando sostenibilità, sicurezza e valorizzazione di un edificio storico della città. Se ricordo le pesanti critiche ricevute a luglio in Consiglio comunale dalla minoranza, che ha raccontato la balla di una perdita di investimenti per tre milioni di euro in quanto avevamo dovuto momentaneamente modificare la fonte di finanziamento della quota a parte del Comune, alla quale non siamo riusciti a spiegare che non era così perché a loro conveniva strumentalizzare, capisco ancora una volta di più che siamo davvero un’amministrazione del fare che si scontra sovente con molti il cui sport preferito è il bla bla bla».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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