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Politica

Trasporto pubblico ad Asti: gara o gestione in house?

I consiglieri comunali di Uniti si può, Bosia e Briccarello, sollevano preoccupazioni sul prossimo affidamento del servizio e chiedono conto all'amministrazione Rasero

Bosia e Briccarello Asp bus

I consiglieri comunali Mauro Bosia e Vittoria Briccarello interpellano al sindaco sul futuro del servizio di trasporto in capo dell'Asp

Il futuro del trasporto pubblico locale ad Asti si trova di fronte a un bivio. Con l’approssimarsi della gara per l’affidamento del servizio urbano ed extraurbano, i consiglieri comunali di "Uniti si può", Vittoria Briccarello e Mauro Bosia, hanno presentato un’articolata interpellanza al sindaco Rasero per chiedere chiarezza sulle strategie che intende adottare l'amministrazione.

La smentita sugli obblighi tecnici

Il punto centrale sollevato dai consiglieri riguarda la natura della decisione politica. Contrariamente a quanto spesso dichiarato dagli amministratori locali, Bosia e Briccarello sottolineano che «non è l’autorità di bacino a imporre il tipo di servizio, ma sono gli enti locali a dover fornire le indicazioni su qualità e tipologia del trasporto».

Secondo gli esponenti di minoranza, la gara non è l’unica via percorribile: comuni come Torino, Vercelli e Biella hanno infatti scelto la strada dell’affidamento "in house" a società pubbliche. La domanda posta alla giunta è netta: il Comune di Asti ha valutato di scorporare il ramo d’azienda di Asp, liquidare il socio privato e formare una società interamente pubblica con gli altri enti del territorio?.

I nodi dell'interpellanza: costi, linee e parcheggi

L'interpellanza solleva interrogativi sulla sostenibilità del servizio in caso di gara d'appalto a cominciare dall'equilibrio economico. Attualmente, infatti, i ricavi dei parcheggi a pagamento contribuiscono a sostenere il settore trasporti. Se questi dovessero rimanere fuori dalla gara, come probabile, il rischio concreto è una riduzione di linee e corse per far fronte a un budget minore. Esiste, quindi, il timore che la gara possa portare alla scomparsa di alcune fermate nelle frazioni, che oggi beneficiano del "doppio servizio" tra urbano ed extraurbano. I consiglieri chiedono, inoltre, se le future amministrazioni avranno ancora il potere di riorganizzare il servizio o se i termini della gara bloccheranno ogni modifica per anni.

Personale e gestione aziendale

Da Uniti si può rimarcano anche l'importanza della qualità del lavoro e ricordano che, negli ultimi due anni, «ben cinque autisti dell'Asp si sono dimessi per passare a operatori privati o altri enti pubblici, due non sono stati confermati nonostante la carenza assoluta di personale mentre altri quattro sono prossimi alla pensione».

Bosia e Briccarello interrogano il sindaco per sapere se sia al corrente di questa situazione evidenziando che il "posto fisso" nel settore pubblico sembra aver perso la sua attrattività. A questo si aggiunge un dubbio sulla struttura dirigenziale: da qualche mese, il dirigente dei trasporti ricopre anche l'incarico per l'igiene urbana, sollevando dubbi sulla reale intenzione di mantenere una guida dedicata al trasporto pubblico nel lungo periodo. Per i consiglieri di "Uniti si può", la politica deve assumersi le proprie responsabilità. «Crediamo che il Consiglio comunale debba essere coinvolto al più presto con una delibera di indirizzo - concludono da Uniti si può - Se, come viene sempre detto, l'obiettivo del Comune è la prosecuzione di Asp nella sua conformazione attuale, questo è il momento di dispiegare le strategie».

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