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Da ospedale per i poveri a casa di soggiorno per anziani: i 150 anni del San Giuseppe

Incontri e celebrazioni per ripercorrere la storia dell'Istituto fondato da Mons. Giovanni Battista Rossi a Castelnuovo Don Bosco

Da ospedale per i poveri a casa di soggiorno per anziani: i 150 anni del San Giuseppe

L'esterno della nuova sede della casa di soggiorno per anziani "San Giuseppe"

Alla casa di soggiorno per anziani San Giuseppe proseguono le celebrazioni per i 150 anni dalla fondazione. Venerdì 16 gennaio alle 9.30 è in programma l’incontro di approfondimento sulla figura di Giovanni Battista Rossi a cura dell’associazione
culturale “La Cabalesta” e alle 10.30 la messa officiata da don Paolo Fini, referente diocesano per la pastorale della salute e parroco della Gran Madre di Torino.

«Celebreremo l'importante avvenimento – commenta il presidente Lorenzo Gianasso – ricordando la figura del fondatore mons. Giovanni Battista Rossi, all’epoca prevosto foraneo di Castelnuovo d'Asti. Da piccolo ospedale per le persone più bisognose di aiuto e di cure mediche, così come risulta dai documenti storici reperiti, l’Ente, nei decenni successivi, si è trasformato in Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza mirata alla cura delle persone anziane, sino a divenire una azienda pubblica di servizi alla persona, così come è ora giuridicamente inquadrato. Grandi trasformazioni legate all’evolversi dei tempi, ma sempre conservando gelosamente i valori originali di accoglienza, di assistenza, di vicinanza e di riconoscimento della dignità di ogni singolo ospite».

Mons. Rossi (1838-1922), originario di Cavallermaggiore, fu prevosto e vicario foraneo di Castelnuovo d’Asti dal 1870 al 1894. Oltre a fondare l’ospedale San Giuseppe fece realizzare la decorazione pittorica nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, istituì le compagnie di San Giuseppe (o della Buona Morte) e dei Luigini, l’oratorio di San Luigi, la società di mutua assicurazione contro i danni dagli incendi. Nel 1894 venne nominato vescovo di Pinerolo, dove rimase fino alla morte.
La casa di soggiorno fu fondata il 16 gennaio 1876 come Ospedale di San Giuseppe da monsignor Giovanni Battista Rossi, per ricoverare i poveri e gli infermi in un ambiente sereno e confortevole, con il massimo rispetto della dignità della persona umana. Per tre anni ebbe sede presso la casa della Congregazione di Carità, poi il parroco decise di trasferirlo in un fabbricato di nuova
costruzione in via Mercandillo, su un area donata dai Confratelli di Gesù e dall’asilo infantile Pescarmona. Rimase così chiuso dal 1879 al 1882 per consentire l’ultimazione dei lavori.

Posa della lapide in onore di Mons. Rossi nella prima sede nel 1934

Il 10 maggio 1970 venne posata la prima pietra per la costruzione dell’attuale sede in via Aldo Moro. L’edificio venne progettato dall’arch. Vittorio di Bini di Milano e i lavori appaltati all’impresa del geom. Ignazio Bay di Chieri, con un costo di circa 150 milioni. Il 31 gennaio 1975 venne inaugurato l’attuale padiglione Cafasso, dotato di 100 posti letto per persone autosufficienti.
Nel 2000 fu inaugurato il nuovo padiglione Ravinale, con due nuclei di 20 posti letto ciascuno per ospiti non autosufficienti (RSA) e un nucleo protetto per 20 ospiti affetti dalla malattia di Alzheimer (NAT).

Il 10 maggio 1970 venne posata la prima pietra per la costruzione dell’attuale sede in via Aldo Moro

Nel 2004 venne effettuata la ristrutturazione del primo piano del padiglione Cafasso, e creato un nucleo per 11 posti di RSA denominato “Raggio di Sole”, quindi nel 2007 fu attivato il centro diurno integrato da 10 posti per anziani autosufficienti che necessitavano di un servizio semiresidenziale.

Nel 2020 è stato realizzato un nuovo nucleo RSA nel padiglione Ravinale da 11 posti letto e ristrutturato il primo piano della scala A del padiglione Cafasso. Lo scoppio della pandemia non ha permesso di portare a termine il rifacimento degli altri tre nuclei dello stesso padiglione non a norma e chiusi dall’Asl To5. Attualmente la struttura dispone di 102 posti letto.

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