Economia
15 Gennaio 2026 13:15:53
Il 2026 si apre con segnali contrastanti per l’economia italiana. Da un lato, le previsioni Istat parlano di una crescita del Pil contenuta ma stabile: +0,5% nel 2025 e +0,8% nel 2026, dopo il +0,7% registrato nel 2024. Un andamento sostenuto quasi esclusivamente dalla domanda interna, mentre la domanda estera continua a fornire un contributo negativo. Dall’altro lato, però, l’inizio del nuovo anno porta con sé una lunga lista di aumenti che rischiano di intaccare ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie.
Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, a partire dal 2026 ogni nucleo familiare dovrà far fronte a 672,60 euro di spese medie annue in più. Una cifra tutt’altro che trascurabile, che arriva dopo anni di aumenti continui e in un contesto in cui molte famiglie hanno già ridotto consumi e rinunciato a spese considerate non essenziali.

Pedaggi autostradali più cari
Tra i primi aumenti scattati dal 1° gennaio ci sono quelli dei pedaggi autostradali, con un adeguamento medio dell’1,5%, in seguito alla sentenza della Consulta. Non tutte le tratte sono coinvolte, ma il sistema autostradale italiano si conferma tra i più costosi d’Europa.
Analizzando il costo ogni 100 chilometri, emergono situazioni particolarmente onerose come la Novara Est–Milano Ghisolfa e la Torino Rondissone–Novara Ovest, dove si superano i 14 euro. Diverse tratte del Lazio, della Campania e dell’Adriatico si collocano stabilmente oltre i 10 euro ogni 100 chilometri. Circa un terzo delle tratte monitorate non registra aumenti, soprattutto nel Nord-Ovest, nel Centro Italia e in Sicilia, dove alcune autostrade restano gratuite.

Un forte aumento per pendolari e lavoratori del settore, sollievo per le poche tratte che sono rimaste invariate
Carburanti: cambia il peso delle accise
Un altro nodo centrale riguarda i carburanti. Con la Legge di Bilancio 2026–2028 viene uniformata l’accisa su benzina e gasolio a 672,90 euro ogni mille litri. Questo comporta una riduzione dell’imposta sulla benzina e un aumento su quella del gasolio, con l’obiettivo di creare un’unica tassazione.
Il dato resta pesante: per percorrere 10.000 chilometri, un automobilista italiano spende circa 533 euro solo in accise e imposte. L’Italia detiene la maglia nera in Europa per il peso fiscale sul diesel, dove tasse e accise incidono per il 59% del prezzo finale alla pompa. Senza questo carico fiscale, il prezzo del carburante sarebbe tra i più bassi del continente.
L’aumento del gasolio ha un impatto diretto anche sulla logistica. Se i mezzi pesanti possono contare su rimborsi parziali, lo stesso non vale per i veicoli più piccoli, largamente utilizzati nella distribuzione delle merci. Un fattore che rischia di riflettersi sui prezzi finali di beni e servizi.

Il prezzo del gasolio arriva al pari del prezzo della benzina
Telefonia, Rc Auto e spedizioni
Tra le voci in aumento figurano anche le tariffe telefoniche. Secondo il Codacons, i principali operatori hanno avviato ritocchi che vanno da 1 a 5 euro al mese, giustificati dall’adeguamento all’inflazione, dalla fine della “guerra dei prezzi” e dalla necessità di investimenti tecnologici. In caso di modifiche unilaterali del contratto, i consumatori possono comunque recedere gratuitamente e cambiare operatore.
A pesare sui bilanci familiari ci sono anche l’Rc Auto, con l’incremento dell’aliquota sulle polizze infortunio conducente, e le spedizioni postali: dal 2026 viene introdotto un contributo fisso di 2 euro sui pacchi provenienti da Paesi extra UE di valore inferiore a 150 euro, colpendo soprattutto gli acquisti online di uso quotidiano.

Con l'e-commerce sempre più diffuso colpiti i consumatori
Turismo e tassa di soggiorno
I rincari non risparmiano nemmeno il turismo. I Comuni hanno ora maggiore libertà nell’applicare o aumentare la tassa di soggiorno. In alcune città, soprattutto quelle coinvolte dalle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, il contributo può arrivare fino a 5 euro a notte.
Anche nell’Astigiano si registrano novità: Moncalvo introduce la tassa di soggiorno per la prima volta, mentre altri piccoli Comuni come Belveglio, Calliano Monferrato, Montemagno, Portacomaro e Rocca d’Arazzo hanno già adottato la misura negli ultimi anni.

La Commissione Trasporti (TRAN) del Parlamento Europeo ha approvato un pacchetto di emendamenti cruciali per la revisione del Regolamento 261/2004
La nuova ondata di rincari si inserisce in una situazione già compromessa. Secondo Federconsumatori, in cinque anni il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito di oltre 5.500 euro solo per queste voci di spesa. Un andamento che ha accentuato disuguaglianze e rinunce, anche in settori essenziali come energia e alimentazione.
Le associazioni dei consumatori chiedono misure più incisive: una riforma fiscale equa, la rimodulazione dell’Iva sui beni di largo consumo, un fondo contro la povertà energetica e alimentare, oltre a maggiori risorse per sanità e istruzione. Interventi che, al momento, restano in gran parte assenti.
Il 2026 si prospetta come un anno di crescita economica moderata, ma anche di nuove pressioni sui bilanci familiari, una combinazione che rende complessa la gestione delle spese quotidiane.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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