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Verso le elezioni

Trasporti, ambiente, welfare, commercio, Palio: SEquS Asti lancia il suo Manifesto politico 2027

Il Circolo propone «un cambio radicale di prospettiva» e promuove idee, anche coraggiose, per superare l'antropocentrismo

Platani di corso Savona protesta sit in risultato

La protesta contro il taglio dei platani di corso Savona da parte degli esponenti di SEquS

Il Circolo SEquS Asti ha deciso di portarsi avanti rispetto alle prossime elezioni comunali che si svolgeranno nel 2027 e, facendolo, ha diffuso il suo "Manifesto politico" nel quale riassume quelle che considera essere le priorità per rilanciare Asti dal punto di vista ambientale, della gestione dei beni comuni, nei trasporti, nei servizi ai cittadini, sul fronte sociale, economico, commerciale, ma non solo. Una mappa di interventi a 360° che SEquS propone «per un cambio radicale di prospettiva» necessario a «superare l'antropocentrismo, riconoscendo che l’essere umano non è padrone, ma parte di un sistema vivente più ampio, fragile e interdipendente».

Nove pagine di Manifesto riassumono i punti principali dell'azione di governo che il Circolo SEquS chiede a chi dovrà amministrare la città dal 2027 e le proposte, su più temi, non mancano di essere coraggiose perché, almeno per Asti, applicarle significherebbe cambiare anche gli stili di vita dei cittadini, le abitudini commerciali, il rapporto con l'ambiente e rivedere manifestazioni storiche, come il Palio.

«Asti non è una città senza risorse - si legge nel Manifesto - È una città a cui, negli ultimi anni, sono stati progressivamente sottratti diritti, servizi e funzioni pubbliche fondamentali. La qualità dell’aria è tra le peggiori della regione, con conseguenze dirette sulla salute delle persone. La sanità pubblica è stata indebolita, con reparti ospedalieri trasferiti altrove e un crescente ricorso al privato. I collegamenti ferroviari locali sono stati sospesi o ridotti, isolando il territorio e rendendo più difficile vivere, lavorare e studiare senza automobile. La mobilità pubblica urbana è fragile e insufficiente, mentre il traffico privato continua a crescere, peggiorando inquinamento e qualità della vita. Parallelamente, servizi essenziali che dovrebbero essere garantiti come beni comuni sono stati trasformati in occasioni di profitto. Questo ha prodotto disuguaglianze crescenti: tra centro e frazioni, tra chi può permettersi soluzioni private e chi ne resta escluso, tra chi ha voce e chi non ce l’ha. Asti non è diventata più debole per caso - rimarcano da SEquS - È il risultato di scelte politiche che hanno rinunciato a una visione pubblica della città, preferendo la gestione dell’esistente alla costruzione del futuro. Noi crediamo che un Comune debba tornare a essere garante dei diritti essenziali: diritto a respirare aria pulita, diritto alla salute, diritto alla mobilità, diritto all’abitare, diritto alla cura, diritto al rispetto della vita in tutte le sue forme».

Tante le proposte da attuare - una volta trovate le risorse economiche - per invertire la rotta: «SEquS ritiene che il Comune debba assumere un ruolo attivo e di guida, diventando capofila di un’azione pubblica intercomunale per il ripristino e il potenziamento delle ferrovie locali del Monferrato, ma deve tornare ad avere un ruolo centrale anche nelle politiche per l’abitare. Non solo come gestore dell’emergenza, ma come soggetto attivo nella pianificazione, nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio pubblico e privato inutilizzato. Garantire il diritto alla casa significa: aumentare l’offerta di edilizia residenziale pubblica, recuperare e riutilizzare gli alloggi sfitti e gli edifici abbandonati, sostenere chi non riesce a pagare affitti e spese, contrastare l’esclusione abitativa prima che diventi emergenza sociale».

Per sostenere il commercio di prossimità e i piccoli negozi, SEquS suggerisce un bando comunale, usando fondi europei, nazionali e regionali, «che contribuisca per 24 mesi alle spese di affitto dei locali commerciali oggi sfitti; un sostegno reale all’avvio di nuove attività, rivolto in particolare a: giovani imprenditori e imprenditrici, commercio di prossimità, attività artigianali e di servizio al quartiere».

Per SEquS, nell'assistenza agli anziani, «il Comune deve tornare a svolgere un ruolo attivo nel garantire servizi pubblici di assistenza, presìdi di prossimità e soluzioni accessibili a tutte e tutti, indipendentemente dal reddito», ma non manca di rilanciare politiche anche per tutelare il benessere degli animali affermando il suo no al loro utilizzo a fini di spettacolo sul territorio comunale».

Da qui nascono anche le proposte sul Palio di Asti che «nel corso degli anni, è stato segnato da incidenti e infortuni che hanno coinvolto i cavalli. Al di là dei numeri, questi episodi pongono interrogativi che meritano di essere ascoltati, perché una comunità viva è quella che sa mettersi in discussione e interrogarsi su come rendere le proprie tradizioni sempre più coerenti con i valori che afferma». Per questo, SEquS Asti propone «di avviare un percorso pubblico, trasparente e partecipato, che coinvolga cittadini, rioni, istituzioni e associazioni, con l’obiettivo di immaginare un’evoluzione del Palio capace di escludere ogni forma di sofferenza animale; preservare il carattere popolare e comunitario della sfida tra rioni; valorizzare creatività, inclusione e partecipazione collettiva. In molte realtà, tradizioni storiche sono state rinnovate attraverso forme simboliche, giochi di abilità e competizioni collettive, dimostrando che è possibile mantenere lo spirito della festa senza mettere a rischio alcuna vita. Queste esperienze indicano che innovazione e rispetto della tradizione non sono in contraddizione, ma possono rafforzarsi a vicenda».

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