Sociale
19 Gennaio 2026 08:37:00
L'inaugurazione della scultura degli alpini sulla rotonda tra via Cuneo e corso Savona [foto Ago]
Domenica mattina, ad Asti, si è svolto un momento di commozione e orgoglio comunitario con l'inaugurazione di una nuova statua in acciaio corten dedicata agli alpini. L'opera, situata sulla rotonda tra via Cuneo e corso Savona, rappresenta un tributo non solo alle Penne Nere del Gruppo Alpini Ponte Tanaro, ma a tutti gli alpini della sezione astigiana.
La scultura raffigura un alpino che tiene per mano un bimbo e una bimba, un'immagine potente che simboleggia la continuità generazionale e l'impegno sociale del corpo verso la cittadinanza. La cerimonia, svoltasi in un quartiere storicamente legato agli alpini per il supporto ricevuto durante la tragica alluvione del 1994, ha visto la partecipazione di autorità locali e numerosi iscritti alla sezione Ana di Asti.

A raccontare la genesi del progetto è stato Francesco Marzo, segretario della locale sezione dell'Ana e capogruppo del Ponte Tanaro. Marzo ha voluto sottolineare la natura pacifica del monumento, nato da un'idea dell'alpino Roberto Capello: «Oggi inauguriamo un monumento voluto dagli alpini di Tanaro e dedicato a tutti gli alpini di Asti - ha detto - Un gesto che vuole essere un messaggio di pace per tutti proprio in questo momento storico in cui la pace sembra così lontana e un bene così prezioso che non riusciamo a raggiungere. Vedete che nell'opera non ci sono armi, nessun richiamo a quello che è la guerra, ma solo un messaggio verso l'umanità e i valori degli alpini».
Il sindaco Maurizio Rasero ha interpretato la scultura come un abbraccio all'intera comunità: «Ringrazio gli alpini di Ponte Tanaro per aver dato un significato a questa rotonda - ha detto - Quando è arrivato il bozzetto dell'opera siamo stati subito favorevoli a installare la scultura, è come se una bambina e un bambino, e quindi tutti gli uomini e le donne di questa città, fossero presi per mano dagli alpini in un cammino, in un percorso di crescita. Stringere la mano a due bambini significa dare loro più sicurezza». E ancora: «Questa è una parte della città legata agli alpini e a cui agli alpini deve tanto». Presenti, oltre al sindaco Rasero, anche la vicesindaca Stefania Morra e gli assessori Giovanni Boccia e Paride Candelaresi.

Fabrizio Pighin, presidente dell'Ana di Asti, è intervenuto rimarcando l'importanza del messaggio proposto con l'opera. «Da quando faccio il presidente ho sempre detto che gli alpini, come tutti noi, nonni e padri, dobbiamo cercare di portare avanti le virtù e le cose belle per vivere bene insieme. Ho sempre ricordato ai gruppi di invitare le scuole in occasione delle feste ed è sempre stato fatto. Dico ai ragazzini che quando sono in difficoltà e vedono un capello alpino, possono chiedere aiuto a lui e lui lo darà onestamente. Asti - ha concluso - non è solo una città alpina, ma di tutto il volontariato».
Pighin poi ha fatto un cenno ai recenti fatti di cronaca nera che hanno coinvolto giovanissimi nei pressi delle scuole: «Adesso si sta parlando di queste violenze, di questi ragazzini che vanno nelle classi con i coltelli. Non diamo colpa ai sintu o solo agli extracomunitari perché ci sono anche "persone nostre", i nostri nipoti o i nostri figli, che purtroppo seguono delle strade sbagliate. Non sono solo la scuola o i governanti a dover intervenire, ma tutti noi, dai nonni ai genitori, siamo coscienti e sappiamo cosa vogliono dire certe situazioni. Siamo noi i primi a dover guardare i nostri nipoti, i nostri figli, e insegnare loro quello che è veramente l'amore, la pace e il volerci bene».

La cerimonia si è conclusa con la lettura della targa commemorativa posta a lato del monumento e che recita: "Come le vette che non piegano al vento, così resti saldo il nostro esempio di fratellanza". Un monito che da oggi accoglierà chiunque entri in città, ricordando che il futuro non fa paura se si cammina insieme, guidati dai valori della solidarietà.
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