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Protesta sociale

Il Movicentro "come" l'Overlook Hotel di Shining: «Dare la colpa del degrado ai maranza non risolve i problemi» [VIDEO]

Sabato sera un gruppo di giovani ha ripulito la struttura prima di rievocare, a titolo provocatorio, l’iconica scena del bimbo sul triciclo girata da Kubrick

L’iconica scena del bimbo sul triciclo "rivisitata" dai ragazzi che sabato sera hanno inscenato la protesta sociale

L’iconica scena del bimbo sul triciclo "rivisitata" dai ragazzi che sabato sera hanno inscenato la protesta sociale

Sabato sera, poco prima delle 23, il lungo corridoio del Movicentro si è trasformato nella parodia di uno dei film horror più famosi del cinema: Shining. L'iniziativa, nata come risposta simbolica alle recenti dichiarazioni dell'assessore alla Sicurezza, Luigi Giacomini, sulla presenza di «maranza» (dopo i recenti atti vandalici che hanno interessato la struttura), ha visto un gruppo di giovani ricostruire, a loro modo, l’iconica scena del film, ma non prima di aver spazzato e pulito il corridoio, le scale e buona parte dell’edificio dai rifiuti abbandonati. Sotto i led del corridoio, un giovane su un cavalluccio a dondolo — un richiamo al Palio, ma soprattutto al triciclo di Danny Torrance — si è trovato davanti a due ragazze, distese a terra, le terrificanti gemelline Grady del film di Kubrick.

Questo perché, secondo gli organizzatori, l'amministrazione comunale «sta trattando il Movicentro come se fosse una casa degli orrori, limitandosi a una narrazione di repressione». Luca Tomatis, assistente sociale ed esponente della futura lista civica "Qui, né di là né di qua" che si presenterà alle elezioni comunali del 2027, ha spiegato il senso di quanto messo in scena: «Crediamo che etichettare le persone come “risorse”, “parassiti” o “maranza”, soprattutto se a farlo sono esponenti politici, sia inappropriato. Il nostro gruppo si oppone all'uso delle telecamere come unico strumento di controllo di questo luogo e questo perché gli studi sulla sociologia della devianza dimostrano che le telecamere non risolvono il problema, ma si limitano a spostarlo altrove».

La critica del gruppo si estende alla gestione dell'area e dei soggetti che la frequentano accusati di essere responsabili del degrado più volte denunciato: «Si parla di persone senza dimora o di minorenni solo come soggetti a cui infliggere una punizione, ignorando completamente la cura sociale, gli spazi di aggregazione e i percorsi di crescita culturale». Oltre a Tomatis, all'iniziativa di sabato hanno partecipato alcuni giovani tra i 20 e i 30 anni, tra cui Marta, Alice, Alessandra e Daniele mentre un paio di extracomunitari, vedendoli all’opera con i lavori di pulizia, hanno contribuito a loro volta spazzando il corridoio della struttura.

I ragazzi che puliscono i locali del Movicentro di Asti

Ma, al di là dell’azione sociale nel prendersi cura di un luogo che appartiene alla comunità, la scena delle gemelline che invitano il bambino a giocare assume un significato politico: «L'idea è che questo sia un po' un gioco - continua Tomatis - Cerchiamo in altre persone la disponibilità e la curiosità a venire “a giocare con noi” in attività di partecipazione attiva e progetti per la gestione condivisa dei beni comuni nelle singole realtà di quartiere, andando oltre agli slogan acchiappa-like che riempiono la bocca, ma non risolvono i problemi di sicurezza, meno ancora quelli legati al disagio sociale».

Le riprese della scena iconica di Shining al Movicentro

La lista civica, ancora in fase di formazione e composta da persone tra i 18 e i 45 anni, punta a riportare il dialogo nel Consiglio comunale, ponendosi come alternativa alle coalizioni esistenti e focalizzandosi sui bisogni concreti dei quartieri.

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