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Intervista

Chiara Zogo alla guida del Cisa Asti Sud

La sindaca di Vinchio eletta presidente del Consorzio intercomunale socio assistenziale: «Servizio, ascolto e comunità al centro»

Chiara Zogo alla guida del Cisa Asti Sud

Dopo l'elezione del nuovo Consiglio di amministrazione, il Cisa Asti Sud ha una nuova presidente: Chiara Zogo, sindaco di Vinchio. Un incarico che apre una fase significativa per l'ente, chiamato ogni giorno a rispondere ai bisogni sociali di un territorio complesso.

Il Cisa, Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale, è un ente pubblico che riunisce più comuni per gestire in forma associata i servizi sociali sul territorio. Si occupa di assistenza a persone e famiglie in difficoltà, anziani, minori, disabili e soggetti fragili, promuovendo inclusione, tutela e sostegno. Il Cisa coordina interventi, progetti e servizi fondamentali per garantire coesione sociale e risposte efficaci ai bisogni della comunità.

Che significato ha per lei questa nomina e con quale spirito affronta il nuovo incarico?

«E' un grande onore e, soprattutto, una responsabilità verso le persone più fragili della nostra comunità. Affronto l'incarico con spirito di servizio e con la consapevolezza che il Cisa è un punto di riferimento essenziale per il territorio».

Che eredità raccoglie dalla presidenza precedente e quali aspetti ritiene importante preservare?

«Raccolgo un'eredità importante, fatta di solidità gestionale e di una rete di servizi ben strutturata. E' fondamentale preservare la capacità del Cisa di fare rete e la qualità professionale dei nostri operatori».

Quali sono le principali sfide che il Cisa Asti Sud si trova ad affrontare?

«Il nostro territorio riflette le sfide demografiche attuali: l'invecchiamento della popolazione e la solitudine degli anziani nei piccoli centri sono temi centrali. Si aggiungono le nuove povertà e il disagio giovanile post-pandemico. La sfida è non lasciare indietro nessuno».

C'è un servizio o un ambito di intervento che considera prioritario potenziare nel breve periodo?

«Essendo il sistema socio-assistenziale un organismo complesso, dove tutto è interconnesso, in questo momento ritengo prioritario ascoltare le urgenze che emergeranno da un confronto con i sindaci».

Come intende rafforzare il rapporto tra il Consorzio, i Comuni e il personale che ogni giorno rende operativi i servizi?

«Vogliamo promuovere un dialogo costante con i sindaci, che sono le prime sentinelle del territorio. Sia con i Comuni sia con il personale intendiamo costruire e mantenere un clima di ascolto e di fiducia».

Quale segno vorrebbe lasciare al termine del mandato?

«Vorrei che il Cisa fosse percepito non come un ente burocratico, ma come un alleato fidato e innovativo. Vorrei che, al termine del mandato, il segno fosse quello di una comunità più coesa e protetta».

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