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L'assessore "striglia" su Facebook una donna che sfama i colombi in piazzetta San Paolo, ma la risposta di un noto veterinario va oltre il singolo caso

In città, oltre a convivere con questi animali, «bisogna convivere anche con persone che lanciano rifiuti per le strade, che sputano, che urlano, che imbrattano muri e cartelli stradali, che si ubriacano e vomitano nelle pubbliche piazze»

Piccioni in piazzetta San Paolo

I piccioni fotografati dall'assessore Giacomini in piazzetta San Paolo

«Questo è lo scempio che vedo da alcune mattine in piazzetta San Paolo. Puntualmente una gentil donna arriva con la sua borsa di pane e lo sparge sul ciottolato come se fosse l’aia agricola dove si dà da mangiare alle galline». L'assessore all'Ambiente e alla Sicurezza del Comune di Asti, Luigi Giacomini, ha dato vita a una vivace querelle postando sul proprio profilo Facebook la foto di svariati colombi intenti a mangiare il pane offerto loro da una donna che, stando a quanto raccontato, avrebbe l'abitudine di sfamarli in barba all'ordinanza sindacale che lo vieta.

Succede in piazzetta San Paolo, centro storico di Asti, già teatro di bivacchi e altre problematiche più volte denunciate. A quanto sembra le istituzioni non riuscirebbero a fermare questo comportamento che, confermato anche da altri residenti della zona, è sanzionabile con una contravvenzione, ma soprattutto creerebbe problemi di decoro e fruizione dello spazio pubblico.

Ora, tralasciando il fatto in sé e come le istituzioni intendano risolverlo, è interessante notare come la denuncia dell'assessore alla Sicurezza abbia trovato una sponda tra i cittadini più inflessibili, ma c'è chi ha voluto analizzare la questione in maniera più approfondita.

Come il noto veterinario di Asti, Gian Paolo Squassino che spiega: «Vivendo in una città, penso che si debba accettare di convivere con i cani, i gatti, i piccioni, le tortore e anche, purtroppo, con i topi, gli scarafaggi e quant’altro. Certamente la buona educazione consiglierebbe di raccogliere le deiezioni dei cani, non alimentare nelle vie e nelle piazze colombi, gatti, tortore, ma riservare tale approccio a siti prestabiliti ben lontani dalle abitazioni. Oltre a convivere coi suddetti animali, - aggiunge Squassino - chi vive in città deve obbligatoriamente anche convivere con persone che lanciano rifiuti per le strade, che sputano, che urlano, che imbrattano muri e cartelli stradali, che si ubriacano e vomitano nelle pubbliche piazze, che divelgono panchine, cassonetti dell’immondizia, che litigano e fanno risse nelle strade e tanti altri pessimi comportamenti».

Il dottor Squassino analizza la questione colombi anche da un punto di vista medico. «Se si vuole parlare del lato sanitario, è immensamente più facile essere contagiati da patologie trasmesse dagli esseri umani, che non dagli animali su elencati (tranne i topi, come ben descritto dal Manzoni). Una città senza animali, siano essi volatili o carnivori, sarebbe una città morta, in balìa solamente di quegli umani maleducati e delinquenti su descritti. La cosa che ritengo più intelligente, sarebbe quella di convivere rispettando e facendo rispettare le regole del buon senso, aiutate da un controllo adeguato delle forze dell’ordine».

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