Politica
23 Gennaio 2026 17:54:46
Il presidente del Consiglio comunale Federico Garrone
Il 2025 è stato un anno di articolata attività per il Comune di Asti. Il Consiglio comunale si è riunito per un totale di 18 sedute, durante le quali sono state approvate 42 deliberazioni. Tra i provvedimenti di rilievo spicca l’adozione, il 22 aprile, del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (Paesc), presentato dall’assessore Giacomini, e la successiva elezione del nuovo Garante dei diritti delle persone private della libertà personale a giugno, curata dall’assessore Zollo per sostituire il componente dimissionario.
La programmazione urbanistica e la sicurezza del territorio hanno occupato una parte centrale del dibattito d'aula. Sotto la guida dell'assessore Amasio, l'assemblea ha dato il via libera a ottobre ai lavori di adeguamento delle difese idrauliche sul fiume Tanaro, un progetto che ha comportato la dichiarazione di pubblica utilità e il vincolo preordinato all'esproprio delle aree interessate. A dicembre, lo stesso assessorato ha portato in approvazione l'adozione della proposta tecnica per la Variante generale al P.R.G.C., un passaggio fondamentale per il futuro assetto della città. Parallelamente, non è mancato l’impegno per la memoria storica: l’assessore Candelaresi ha infatti promosso il rinnovo trentennale e la modifica dello Statuto dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea.

Il dibattito politico si è alimentato attraverso la presentazione di 22 ordini del giorno, anche se solo tre hanno ricevuto il via libera definitivo. Tra i documenti approvati figurano l'adesione alla campagna nazionale per il recupero degli immobili in disuso, la promozione della partecipazione ai referendum (approvata il 12 maggio su istanza della Cgil) e il sostegno alla campagna del Fai "I luoghi del cuore" per la valorizzazione delle Mura Medievali di Asti, deliberato il 3 aprile. Ci sono stati anche atti simbolici, ma che vogliono dare un segnale. Come quello adottato il 16 settembre con l'approvazione di un ordine del giorno sulla Striscia di Gaza che ha assorbito e superato precedenti istanze riguardanti il cessate il fuoco, il riconoscimento dello stato di Palestina e la ricerca di una pace duratura.
L'attività di controllo e indirizzo è stata supportata da un lavoro nelle retrovie. Le Commissioni consiliari si sono riunite 59 volte e a completare il quadro istituzionale si aggiungono 7 sedute della Conferenza capigruppo. Infine, il dinamismo dei consiglieri è testimoniato dalle 94 interrogazioni e interpellanze a risposta verbale (di cui 85 trattate e 5 ritirate) e dalle 28 interrogazioni a risposta scritta, tutte regolarmente evase dagli uffici competenti.
Numeri e attività che dietro nascondono il lavoro non solo degli eletti, ma anche degli uffici ai quali va il ringraziamento del presidente del Consiglio Federico Garrone. Quest'ultimo, tracciando il bilancio dell'attività svolta, non manca di ricordare la figura del Segretario generale Paolo Morra scomparso improvvisamente il 18 novembre scorso mentre era in servizio negli uffici di Palazzo Mandela: «Una perdita che ha colpito profondamente l’amministrazione e la città» aggiunge Garrone.
Ma nonostante il lavoro svolto, è sempre più marcata la distanza tra i cittadini e il Consiglio di Palazzo Civico. A differenza di quanto succedeva tra gli anni '70 e '90, quando le riunioni del Consiglio erano anche, ma non solo, un momento di confronto politico che appassionava molti cittadini, oggi la partecipazione è scarsa quando non inesistente. Anche la possibilità di poter seguire le sedute on line, magari da casa, non ha diminuito il disinteresse verso l'attività svolta tra i banchi di maggioranza e opposizione. Salvo sporadici momenti, come quando si parla di grandi opere (e ad Asti capita, purtroppo, molto raramente), i cittadini si tengono alla larga dai lavori dell'aula, sono molto diffidenti, criticano molto e usano i social come "tribunale senza appello" contro l'attività di questo o quel personaggio. Una spiegazione per questo disinnamoramento la offre il presidente del Consiglio, Garrone, che abbiamo interpellato in merito.
«Credo che il disinteresse verso i lavori del Consiglio comunale rispecchi quello verso la politica nazionale e si rifletta poi anche sull’astensionismo. C’è un disinnamoramento verso la politica, dimenticando che il suo fine ultimo è la gestione del bene comune. Incidono, naturalmente, sia il livello del confronto sia i temi affrontati - evidenzia Garrone - La politica urlata, a mio avviso, sta stancando. E credo sia necessario imparare a comunicare in modo diverso il contenuto e le ragioni delle scelte, o dell’eventuale opposizione. Viviamo in un mondo frenetico: l’accesso alle informazioni è facilissimo, ma spesso superficiale, e questo alimenta la sensazione di distanza dalle istituzioni e dai lavori dell’aula. È compito della politica tornare a dialogare con i cittadini in modo corretto e spiegare che non è un gioco: è un lavoro fatto di passione e dedizione. È troppo facile, e lo facciamo tutti, alzare il volume per aizzare. Se la politica è amore per la cosa comune, è doveroso il dialogo e il confronto, ricordando che è sacrosanto avere posizioni, idee e opinioni diverse».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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