Comunità
26 Gennaio 2026 15:22:00
Gli studenti della 4B insieme al sindaco Rasero e l'Assessore Candelaresi (Credit foto: Maria Grazia Billi)
In occasione del Giorno della Memoria, gli studenti della classe 4B del Liceo Scientifico Vercelli hanno partecipato alla pulizia delle pietre d’inciampo posate in città, incontrando il sindaco e l’assessore alla Cultura Paride Candelaresi in un momento di riflessione condivisa.

Un’iniziativa semplice e simbolica, che ha riportato l’attenzione sul valore della memoria come responsabilità quotidiana. Nel suo intervento, il primo cittadino si è rivolto direttamente ai ragazzi, sottolineando come le grandi tragedie della storia non nascano all’improvviso, ma da una progressiva assuefazione al silenzio. «L’indifferenza - ha ricordato - è stata il terreno su cui sono cresciute le leggi razziali e, successivamente, l’orrore dei campi di concentramento, fino a trasformarsi in una vera e propria “industria della morte”». Un monito che guarda anche al presente, segnato dal ritorno delle guerre e delle violenze: piccoli gesti, come quelli compiuti dagli studenti, aiutano a costruire una coscienza capace di distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è.
A ricordare il significato del progetto delle pietre d’inciampo è stato l’assessore Candelaresi, che ha ripercorso il lavoro svolto dall’amministrazione comunale insieme all’ISRAT e alla direttrice Nicoletta Fasano. «Non sono semplici pietre – ha spiegato – ma storie di uomini, donne e bambini che non sono mai tornati a casa». Tra queste, anche quella del piccolo Guido Foà, simbolo di un’infanzia spezzata a soli otto anni dalla Shoah.

Lo scorso 27 gennaio 2025, il Comune di Asti ha posato 20 pietre d’inciampo davanti alle ultime abitazioni delle vittime, diventando uno dei pochi enti pubblici in Italia ad aver finanziato e realizzato un numero così elevato di installazioni in un’unica occasione. Un motivo di orgoglio per l’amministrazione, che ha voluto assumersi in prima persona il compito di sostenere la memoria collettiva. Le pietre, ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig, sono pensate per “far inciampare” il passante non fisicamente, ma interiormente, sovrapponendo la vita di oggi alla memoria di chi è stato cancellato.
">A chiudere l’incontro è stata l’insegnante Donatella Merlino, che ha spiegato il significato della deposizione dei sassi, gesto proprio della tradizione ebraica. Un apprendimento nato dallo studio e dal confronto, che ha sostituito l’idea del fiore con un segno più rispettoso e duraturo come le pietre. «Conoscere - ha ricordato - è il primo passo per costruire una convivenza civile».
Credit foto e video: Maria Grazia Billi
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