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Il Gruppo Alpini di Cocconato si riunierà per l’83° anniversario della battaglia di Nikolajewka

Ammassamento e alzabandiera al parco della Rimembranza, a seguire in corteo al cimitero per deporre omaggi floreali e pranzo finale al Cannon d'Oro

Il Gruppo Alpini di Cocconato si riunierà per l’83° anniversario della battaglia di Nikolajewka

Domenica 1° febbraio sarà ricordato l’83° anniversario della battaglia di Nikolajewka in una commemorazione, organizzata dal Gruppo Alpini di Cocconato, dal 2020 riconosciuta dall’A.N.A. di Asti manifestazione sezionale.

Alle 10 è previsto l’ammassamento e l’alzabandiera presso il parco della Rimembranza, in piazzale Obert, a seguire l’alzabandiera. Quindi le Penne Nere presenzieranno alla messa solenne nella chiesa parrocchiale di Santa Maria della Consolazione, durante la quale saranno ricordati il parroco don Antonio Monchietto, il capogruppo Luciano Vai e gli altri alpini andati avanti.

Successivamente gli alpini si recheranno in corteo al cimitero per deporre omaggi floreali alle tombe del parroco e dello storico capogruppo. La manifestazione si concluderà con la deposizione di un mazzo di fiori al monumento agli Alpini in piazza Giordano. A seguire il pranzo presso il ristorante Cannon d’Oro (costo 35 euro, prenotazioni al 333 9911470).

La battaglia di Nikolajewka fu combattuta il 27 gennaio 1943 sul fronte sovietico, una delle più terribili del conflitto, in cui gli Alpini della Tridentina riuscirono a rompere l’accerchiamento russo; l’eroico comportamento di cappellano militare don Antonio Monchietto (parroco di Cocconato dal 1954 al 1983) gli valse la medaglia di bronzo al valor militare.
Il 27 settembre 1941 don Antonio aveva iniziato il ministero di cappellano militare nel battaglione Verona del 6° Reggimento Alpini Tridentina. Il 27 e 28 luglio 1942 dalla stazione ferroviaria di Asti partirono quattro lunghi convogli diretti al fronte. Raggiunto il territorio ucraino, anziché proseguire per il Caucaso, come era stato detto agli alpini prima della partenza, iniziò una lunga marcia, in buona parte a piedi (e in parte con autocarri) per il fronte di Bolschoj, raggiunto il 2 settembre 1942; lasciata il 10 ottobre Gorgakowo, il battaglione raggiunse dopo dieci giorni di marcia a piedi Certkowo, da dove in treno, proseguì per Podgornoje, assumendo il 1° novembre 1942 lo schieramento in linea sul Don. La notte del 24 dicembre don Monchietto celebrò in un’ibsa la messa di Natale. Per il cappellano iniziò un lungo periodo dedicato al soccorrere non solo spiritualmente i tanti feriti e a seppellire i morti: le battaglie di Postojakyi del 9 gennaio 1943 e di Nikolajewka del 27 gennaio 1943 furono le più terribili e gli Alpini della Tridentina riuscirono a rompere l’accerchiamento russo.

Don Antonio venne tradotto prigioniero nel terribile campo di concentramento tedesco di Deblin Irina, in Polonia, ove fu di enorme beneficio per gli internati, molti dei quali si salvarono da morte sicura grazie ai suoi interventi, facilitati dalla buona conoscenza della lingua tedesca.

Gli alpini del Verona, rimasero molto legati al loro cappellano e ogni anno venivano a fargli visita a Cocconato, un’amicizia consolidata sui campi di battaglia e un segno di riconoscenza per quanto egli aveva fatto per loro.

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