Scuola
27 Gennaio 2026 10:38:00
«Ho scritto una lettera alla Regione, ai consiglieri astigiani ed ai partiti politici che un tempo parlavano di federalismo. La nuova legge Montana cancellerebbe, in un colpo, le scuole di un territorio vasto che raggruppa decine di Comuni – afferma Marco Garino, sindaco di Vesime – E’ anche una questione Costituzionale.
La legislazione regionale (equiparata ai sensi dell’art. 117) si è sempre dimostrata sensibile alla marginalità e alle implicazioni socioeconomiche dei paesi montani. La nuova legge nazionale, invece, si muove in maniera contraria e nega uno status da anni riconosciuto dalle norme piemontesi. Le implicazioni condannerebbero il sudest Astigiano alla desertificazione».
Il primo vesimese ci illustra l’orditura dell’Istruzione in vita grazie alle deroghe montane. «La scuola dell’Infanzia ha 17 iscritti, quella Primaria 28, Secondaria di primo grado 32; bambini “raccolti” da personale e mezzi messi a disposizione dall’Unione Montana e dalla convenzione Cessole-Loazzolo-Vesime, in un bacino vastissimo che va da Cassinasco a Castino (in provincia di Cuneo) – illustra – Le tabelle della legge scolastica stabiliscono un minimo di iscritti di 20 bambini per l’Infanzia, 35 per la Primaria, 40 per la Secondaria. Venendo meno la deroga montana, le nostre scuole chiuderebbero immediatamente».
Le famiglie di questi territori, allo stato della Legge Calderoli, dovrebbero portare i propri figli nei centri maggiori, Canelli, Acqui Terme, Cortemilia. «Un territorio senza scuole non è appetibile per nuovi insediamenti, ergo è condannato allo spopolamento» afferma Garino.
Molte Regioni del Belpaese si sono mobilitate per apportare modifiche al testo della nuova normativa. Siamo riusciti ad avere la copia di una bozza di proposta che interviene sui requisiti prevedendo la qualifica montana per il paese che abbia almeno uno di questi criteri: il 20% della superficie del territorio comunale al di sopra dei 600 metri di altitudine e almeno il 25% con pendenza superiore al 20%, o altitudine media pari o superiore a 350 metri e almeno il 5% con pendenza superiore al 20%, o altitudine media pari o superiore a 400 metri, o altitudine massima pari o superiore a 1200 metri.
Verrebbero considerati altresì montani i Comuni che confinano con uno o più Comuni montani purché abbiano un’altitudine media pari a 200 metri sul livello del mare, o i Comuni appartenenti ad un gruppo di Comuni tra loro confinanti ciascuno con altitudine media pari o superiore ad 200 metri a condizione che il gruppo sia circondato da Comuni che soddisfano almeno una dei criteri su elencati. Quest’ultima sarebbe la condizione ideale per salvare tutti i paesi dell’Unione Langa Astigiana Val Bormida «Noi vogliamo mantenere gli assetti attuali, lo status montano, e beneficiare delle prerogative della nuova disciplina – conclude Garino – Solo così possiamo salvare il nostro territorio».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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