Comunità
29 Gennaio 2026 12:16:00
La consegna della pergamena di Patriarca dell'astigiano a Emanuele Enrico Tinnirello
Nei giorni scorsi l’Astigiano ha celebrato alcuni dei suoi nuovi patriarchi, protagonisti di vite incredibili.
A Nizza Monferrato, al ristorante Le Due Lanterne, è stato festeggiato Emanuele Enrico Tinnirello, nato in Sicilia cento anni fa e oggi lucido, brillante, capace di sorprendere ancora con una battuta pronta. Attorno a lui familiari, amici e amministratori locali, per un compleanno “con i fiocchi” che la Provincia ha voluto festeggiare con la consegna del riconoscimento ufficiale di patriarca dell’Astigiano.
La sua storia attraversa l’Italia del Novecento: laureato nel 1952 all’Università di Palermo, ha lavorato per il Ministero delle Finanze in diverse sedi, da Cefalù, città in cui è nato, fino a Torino, per poi entrare nell’Arma dei Carabinieri, dove ha ricoperto vari incarichi fino alla pensione.
Accanto a lui, nel ricordo, la moglie Fernanda, con cui ha condiviso 46 anni di un felice matrimonio. A salutare i presenti, il suo motto semplice e contagioso: «Gioia, gioia, gioia, viva la vita!». Il presidente della Provincia Maurizio Rasero e il sindaco di Nizza Simone Nosenzo hanno portato i saluti istituzionali e consegnato la pergamena ufficiale. Prima del congedo, anche un aneddoto che profuma di altri tempi: nato il 25 gennaio, la sua nascita fu registrata tre giorni dopo, perché il padre impiegò giorni di cammino per raggiungere l’anagrafe comunale.
Nel pomeriggio, il vice presidente della Provincia ha raggiunto un’altra centenaria, Giovanna Torello, per la consegna della pergamena di patriarca. La signora, in buona salute, vive oggi nella casa di famiglia, circondata dall’affetto dei suoi cari, testimone silenziosa di un secolo di cambiamenti.

Giovanna Torello con il vicepresidente della provincia di Asti Simone Nosenzo
Ad Asti, al pensionato delle Suore Stefanine, è stata invece festeggiata Alfonsina Cortese, anch'essa neo patriarca dell'Astigiano. A conseganrle il riconoscimento è stato il presidente della Provincia Maurizio Rasero insieme al vicesindaco Stefania Morra.
La sua storia non è stata semplice: nata prematura il 22 gennaio 1926, fu battezzata subito alla nascita perchè considerata troppo fragile per sopravvivere. Invece, con una forza che l'ha accompagnata per tutta la vita, ha superato ostali, la guerra e periodi difficili. Si diplomò a soli sedici anni e iniziò a lavorare durante la Seconda guerra mondiale all'ufficio Erariale dello Stato, tra Asti e Torino. Furono anni complessi, segnati anche da episodi drammatici, come quelli vissuti a Trincere nel settembre del 1943, quando si trovò due volte con un mitra puntato contro. Accanto alle difficoltà, però, anche tanti ricordi felici. Alfonsina ha viaggiato tanto, luoghi che l'hanno portata a conoscere il mondo, dal Messico all’India, dalla Cina all’Australia, passando per Stati Uniti e Bangladesh. Oggi custodisce questi ricordi con serenità e misura, convinta di aver fatto ciò che sentiva fosse giusto.
Alla domanda su cosa consiglierebbe alle nuove generazioni, risponde senza esitare: «Vivere onestamente, lavorare per la pace condividendo esperienze, belle e brutte che siano, con le persone care».

Alfonsina Cortese con il presidente della Provincia Maurizio Rasero insieme al vicesindaco Stefania Morra
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
f.lavina@lanuovaprovincia.it
Società editrice Editrice OMNIA S.r.l.
via Monsignor Rossi 3 -14100 Asti
P.Iva 00080200058