Il caso
02 Febbraio 2026 12:18:00
La placca informativa non leggibile davanti al Complesso di San Pietro
Domenica mattina, ore 10.30. Una coppia di turisti si aggira spaesata davanti a Complesso di San Pietro, ad Asti. Sono marito e moglie, arrivano da Bologna e sono giunti in città per vedere la mostra "Paolo Conte Original" a Palazzo Mazzetti. Prima di andare a vedere le opere artistiche di Paolo Conte vorrebbero visitare il sito di San Pietro, purtroppo senza riuscirci. Il Complesso è chiuso da anni, ma poiché è la prima volta che queste persone vengono ad Asti non possono saperlo, salvo consultando il sito web di AstiMusei dov'è indicata la chiusura per lavori.

Si tratta di un corposo intervento di restauro iniziato a ottobre 2021 e inserito nell'ambito del Progetto "Asti Vino e Cultura". Oggi però, dall'esterno, il Complesso non dà l'impressione di essere un cantiere e nessun cartello o altra indicazione lasciano intendere che non sia possibile visitarlo. I due turisti, che incontriamo per caso davanti al cancelletto, cercano di capire se sia almeno possibile accedere al cortile esterno per scattare qualche foto.
Lo fanno tentando di leggere l'insegna a fianco dell'accesso principale che, per rendere l'impresa ancora più complicata, non è leggibile perché molto rovinata e in parte coperta da scotch o resti di altro materiale. «È strano che non ci sia scritto nulla, - commentano - a noi risultava che fosse aperto. Abbiamo preso un depliant informativo ieri, ma nessuno ci ha detto che questo luogo non fosse agibile».

«Stiamo lavorando con l'ufficio dei Lavori Pubblici e gli organi del territorio a una riapertura di Palazzo Ottolenghi e Battistero, con relativi spazi interni (musei vari, etc) nei prossimi mesi, presumibilmente nell’autunno 2026 - replica l'assessore alla Cultura Paride Candelaresi interpellato sul fatto - L’idea è quella di finire tutti i lavori e mettere a sistema le varie realtà così da restituirle alla città quanto prima. Nelle ultime settimane ci sono stati diversi incontri tra parti politiche, tecniche e addetti ai lavori. Siamo contenti del risultato a cui ci stiamo avvicinando. Direzioni artistiche e organismi coinvolti stanno convergendo per una riapertura fatta bene, non affrettata e che durerà nel tempo, dando molte soddisfazioni alla città».
Intanto, davanti al Complesso, è da tempo comparso un totem in acciaio corten, parzialmente coperto da cartone disgregato a causa della pioggia. Quale funzione ha? Perché ne sono spuntati altri in diversi luoghi della città? La risposta arriva dagli uffici comunali. Si tratta di una delle future installazioni informative che serviranno a indicare il percorso di "M'illumino le torri". Anche questo è un progetto culturale inserito nel più ampio intervento di "Vino e Cultura". I totem riporteranno le informazioni sul percorso delle torri e altre notizie utili per i turisti. Oggi, però, avvolti in parte nel cartone, in parte no, sono installazioni enigmatiche simili a monoliti di cui non si capisce l'utilità. Forse rimuovere i cartoni, anche per una questione di decoro davanti ai luoghi turistici che rappresenteranno, potrebbe essere un primo passo per svelare l'enigma della loro "misteriosa presenza".
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