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Sanità

Quasi al termine i lavori alla casa di comunità di Castelnuovo Don Bosco: previsti servizi sanitari 24 ore su 24

Lavori prorogati per maltempo e varianti; intanto l'INAIL valuta il progetto del nuovo ospedale di Cambiano da 238 milioni che sostituirà tre presidi entro il 2032-2035

Quasi al termine di lavori alla casa di comunità di Castelnuovo Don Bosco: previsti servizi sanitari 24 ore su 24

Sono in fase di ultimazione i lavori di costruzione della nuova casa di comunità, che sorge in un terreno in via Dunant, adiacente la casa di soggiorno San Giuseppe e la sede della Croce Rossa, scelto dal Comune in accordo con la Regione per la sua
posizione strategica.

L’impresa Devi Impianti di Busto Arsizio ha ottenuto dalla direzione lavori una proroga considerati il maltempo, la necessità di spostare una linea elettrica e alcune modifiche alla rete idrica e fognaria. L’investimento complessivo è di 2 milioni e 700 mila euro, finanziato per un milione e 700 mila euro attraverso il Pnrr.

Il nuovo fabbricato, su un solo piano con una superficie di circa 800 mq, è destinato ad ospitare gli ambulatori dei medici di base, il servizio prelievi, la continuità assistenziale (ex guardia medica), il Cup e tutti gli altri servizi sanitari; dovrebbe essere prevista la presenza di un medico nell’arco delle 24 ore.

La realizzazione delle case di comunità previste dall’Asl To 5 ha come obiettivo di offrire più servizi sul territorio e ridurre gli accessi agli ospedali e in particolare ai pronto soccorso, sempre più intasati dai cosiddetti codici bianchi.
Intanto l’Inail sta valutando il piano di fattibilità tecnico economica del nuovo ospedale di Cambiano, consegnato dalla Regione, dopo il parere positivo della conferenza dei servizi, entro il termine previsto del 30 dicembre 2025. Tutto l’iter della progettazione esecutiva e dell’appalto dei lavori sarà a cura dell’Inail che finanzierà l’opera, il cui costo previsto è di circa 238 milioni di euro (di cui 202 milioni per l’ospedale e 36 per tecnologie e arredi): peraltro il contributo non sarà a fondo perduto, ma la Regione dovrà restituire capitale e interessi in 40 anni.

I tempi di realizzazione saranno piuttosto lunghi: il nuovo nosocomio, si ipotizza, non sarà pronto prima del 2032-35 e sostituirà i tre attuali ospedali dell’Asl To 5 di Chieri, Moncalieri e Carmagnola saranno trasformati in presidi di sanità territoriale, attivi per tutti quei servizi sanitari che non necessitano di una struttura ospedaliera.

Sorgerà sul terreno dell’ex parco veicoli inefficienti: la superficie è costituita dall’area demaniale di 110.500 mq dove sono già presenti alcuni servizi, a cui va aggiunta la disponibilità di una zona a destinazione industriale di 60.000 mq e di una zona agricola non di pregio per ulteriori 241.000 mq.

L’area presenta diversi punti di forza, quali il doppio accesso sia da Santena, sia da Trofarello- Moncalieri ed è servita dal trasporto pubblico: peraltro per i castelnovesi è più complesso da raggiungere stante la maggiore distanza (circa 22 km rispetto agli attuali 13 km) e l’attuale assenza di linee di pullman.

Il nuovo ospedale conterrà tutte le specialità e le funzioni previste per gli “ospedali spoke” con dea di I livello. Servirà una popolazione di circa 310 mila abitanti e ospiterà complessivamente 534 posti letto e 18 sale operatorie; al’esterno saranno create ampie aree di parcheggio.

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