Cerca

Indagine

Tari 2025: Asti è ancora maglia nera del Piemonte, ma la tariffa media diminuisce del 2,42%

Lo rivela uno studio della Uil che paragona 109 città italiane: Pisa la peggiore con un costo di 650 euro a nucleo familiare mentre il capoluogo astigiano si attesta sui 469 euro

Tari indagine Uil

Anche nel 2025 il Comune di Asti ha avuto, in media, la Tari più cara del Piemonte [foto I.A]

La gestione dei rifiuti in Italia continua a presentare profonde iniquità territoriali e un carico fiscale sempre più gravoso per le famiglie. Secondo l'ultimo studio del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil, diretto dal Segretario confederale Santo Biondo, la Tari ha registrato un aumento costante negli ultimi anni, raggiungendo nel 2025 una media nazionale di 350 euro per un nucleo familiare di quattro persone in un'abitazione di 80 mq.

All'interno di questo scenario, la città di Asti si distingue per tariffe decisamente superiori alla media nazionale. Nel 2025, una famiglia astigiana di quattro persone, in una casa di 80 mq, ha pagato mediamente 469 euro per il servizio di igiene ambientale. Sebbene si registri una lieve flessione del 2,42% rispetto ai 481 euro del 2024, il trend di lungo periodo evidenzia un rincaro rispetto al passato. Nel 2020, infatti, il costo ad Asti era di 455 euro, per poi scendere a 438 euro nel 2021 e risalire costantemente negli anni successivi (445 euro nel 2022 e 468 euro nel 2023) fino al picco dello scorso anno.

infografica TARI 2025

Il confronto con le altre città del Piemonte è impietoso per il capoluogo astigiano, che risulta essere, ancora una volta, la città più cara della regione. Mentre ad Asti si sfiorano i 470 euro, i cittadini di altre province piemontesi godono di tariffe significativamente più basse: Alessandria 414 euro, Torino 365 euro, Verbania 292 euro, Cuneo 270 euro, Biella 241 euro, Vercelli 220 euro e Novara: 204 euro (che è anche una delle più economiche d'Italia).

Nella classifica generale che prende in esame 109 città capoluogo, Asti si posiziona al 15° posto tra le città più costose d'Italia. Nonostante il primato regionale, Asti rimane comunque distante dalle vette della classifica nazionale. Il record negativo del 2025 spetta a Pisa, dove il costo medio per nucleo raggiunge i 650 euro. Seguono nella "top 10" delle città più care: Brindisi 529 euro, Pistoia 524 euro, Trapani 521 euro, Genova 518 euro, Barletta 517 euro, Taranto 509 euro, Agrigento 500 euro, Napoli 499 euro e Reggio Calabria 494 euro.

Santo Biondo ha spiegato come la Tari si sia trasformata in un prelievo scollegato dai reali livelli di servizio, frutto di «scelte politiche sbagliate» e di un sistema frammentato. Secondo la Uil, la carenza di impianti costringe molti Comuni a trasferire i rifiuti fuori territorio, generando extracosti che ricadono interamente sulle bollette dei cittadini. Biondo ha inoltre avvertito che strumenti come la tariffazione puntuale (Tarip) non devono diventare un alibi per trasferire sulle famiglie le inefficienze strutturali delle amministrazioni. «La gestione dei rifiuti non può continuare ad essere un’emergenza pagata soprattutto da chi ha meno e chiede, legittimamente, bollette più eque, servizi migliori e un sistema ambientale davvero sostenibile e giusto» ha concluso il Segretario, invocando investimenti strutturali e una governance più trasparente.

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133