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La denuncia

Benvenuti ai giardini pubblici, dove il "gioco si fa sporco" (in tutti i sensi)

Il racconto di un papà con un figlio di quattro anni che giocando a palla si è imbrattato, insieme al bimbo, a causa delle deiezioni canine non raccolte

Bambini che giocano nel parco

Dai giardini pubblici l'ennesima denuncia per la presenza di deiezioni canine sui prati [foto di repertorio]

Se un tempo andare al parco con i figli era un’attività piacevole, oggi ai giardini pubblici di Asti, l'area verde più frequentata del centro, la situazione richiede un addestramento speciale per non restare imbrattati dalle deiezioni canine, ma certe volte anche umane, che regolarmente sono disseminate sui prati. Lo sa bene Salvatore Scozzaro che ha deciso di denunciare pubblicamente il degrado di quella che è diventata una sorta di latrina a cielo aperto.

Scozzaro racconta una realtà tra il grottesco e l'indegno: non si tratta più di "rischiare" di sporcarsi perché, secondo la sua statistica, la possibilità di uscirne indenni è quasi nulla. L’ultimo episodio è successo pochi giorni fa: «Stavo giocando a palla con mio figlio di quattro anni e, a un certo punto, è rotolata sull'erba finendo su un cumulo di "letame". Risultato? Il bambino si è imbrattato andando a recuperarla e io, nel tentativo di ripulirlo, ho calpestato un altro "regalino"».

Lo sdegno di Scozzaro non è verso gli animali, ma i loro padroni che ignorano l'ordinanza sindacale sull'obbligo di raccogliere le deiezioni e ripulire con dell'acqua l'urina lasciata lungo i vialetti.  È un'immagine amara quella di una città dove l'erba, i marciapiedi, le strade e molti luoghi pubblici diventano impraticabili e dove i genitori devono tenere i figli immobili sulle panchine per paura di "farli sporcare". «Se vai in una stalla sai dove mettere i piedi e ci stai attento - continua il papà - Qua, invece, è un vero letamaio e, purtroppo, negli ultimi 30 anni ho visto degenerare il decoro e la pulizia di questa città».

Un suggerimento che Scozzaro lancia all'amministrazione comunale è creare anche ai giardini pubblici, come già fatto altrove, un'area recintata per i cani dove i padroni possano farli sfogare in sicurezza e pulire civilmente, lasciando il resto del verde ai bambini. Non è solo una questione di scarpe e vestiti sporchi, ma di decoro e rispetto degli altri. «Se non facciamo qualcosa adesso, cosa lasceremo a questi bambini? - si chiede il nostro lettore - Servono più controlli, più pulizia e, soprattutto, multe per chi trasgredisce. Perché in una società civile, un parco dovrebbe essere un luogo di gioia e socialità, non un percorso a ostacoli dove il premio finale, se non si sta attenti, è tornare a casa imbrattati di feci».

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