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Politica

Scontri a Torino, Giacomini (FdI) chiede ai consiglieri Briccarello, Bosia e Miravalle di condannare l'aggressione alle forze dell'ordine

Il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia punta il dito contro gli esponenti di sinistra che replicano: «Il tentativo di buttarci fango addosso è penoso»

Manifestazione a Torino per Askatasuna

Una parte del corteo pacifico che ha manifestato nel centro di Torino

Dopo gli scontri di piazza avvenuti nel centro di Torino, sabato scorso, ai margini della manifestazione per Askatasuna, nei quali due poliziotti sono rimasti feriti da un gruppo di antagonisti, il coordinamento provinciale astigiano di Fratelli d'Italia torna a esprimere una ferma condanna «per i gravissimi fatti» dando «totale solidarietà alle forze dell’ordine, impegnate nella difesa dell’ordine pubblico, e in particolare ai poliziotti feriti dalla violenza di soggetti criminali che li hanno aggrediti con martelli, bombe carta contenenti chiodi e pietre lanciate con strumenti artigianali».

A puntare il dito contro i responsabili della guerriglia di strada è Luigi Giacomini, coordinatore provinciale FdI di Asti e assessore alla Sicurezza del Comune. «Azioni che sono vere e proprie forme di guerriglia urbana, - commenta - incompatibili con qualsiasi legittima manifestazione di dissenso e finalizzate a colpire lo Stato e i suoi rappresentanti». Ma l'esponente di FdI va oltre e chiama in causa i consiglieri comunali di centrosinistra Vittoria Briccarello e Mauro Bosia ai quali chiede «di dissociarsi da queste azioni e di esprimere la condanna “senza se e senza ma” per gli attacchi alle forze dell’ordine».

Analoga condanna viene chiesta anche al consigliere comunale del Pd Michele Miravalle «e agli altri esponenti della sinistra che si stanno autocandidando a sindaco per il 2027: condividono il comportamento dei due consiglieri oppure ne prendono le distanze Attendiamo una risposta chiara e con noi i cittadini di Asti che hanno diritto di sapere cosa pensano su questa vicenda Pd e gli altri partiti della coalizione di sinistra».

Briccarello e Bosia: «Abbiamo già preso le distanze il giorno dopo»

Alle accuse dell'assessore Giacomini, due dei tre consiglieri chiamati in causa, Vittoria Briccarello e Mauro Bosia, hanno subito replicato: «Il tentativo di Fratelli d'Italia di buttarci fango addosso sfruttando quello che è successo a Torino è semplicemente penoso e descrive bene l'assenza di contenuti politici che ha quel partito sia a livello locale che nazionale - commentano i due esponenti di Uniti si può - Abbiamo partecipato a un corteo contro governo, guerra e per gli spazi sociali. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. C'erano oltre 50mila persone. Il nostro modo di dissociarsi dagli scontri è da sempre non partecipare agli scontri, come ha fatto il 99,9% di chi c'era a quel corteo, e aiutare chi è in difficoltà, tenendo una condotta pacifica e democratica sempre. Per questo l’invito di Fratelli d'Italia - concludono Briccarello e Bosia - risulta solo provocatorio dovuto all'opportunismo e non ci interessa. Inoltre sono molto disattenti perché abbiamo preso le distanze da ogni violenza il giorno dopo quanto avvenuto. Viva la democrazia, sempre».

Miravalle: «Invito l'assessore Giacomini a occuparsi delle cose per cui viene pagato, l’ambiente e la sicurezza ad Asti»

Nel primo pomeriggio è arrivata anche la risposta del consigliere Michele Miravalle. «È davvero un peccato che Giacomini e i Fratelli d’Italia astigiani non si siano accorti che tutte le forze politiche, a cominciare da Pd e Avs, a tutti i livelli, abbiano già condannato duramente la violenza vista in piazza sabato scorso a Torino. Sono radicalmente non-violento e sono convinto che l’uso della violenza sia inaccettabile, sempre. Speravo che almeno a livello locale, nessuno volesse strumentalizzare la violenza vista a Torino, usandola come “scusa” per limitare il diritto a manifestare e il diritto al dissenso. Invece di perdere tempo a strumentalizzare o “buttarla in caciara”, - continua Miravalle - invito l’assessore Giacomini a occuparsi delle cose per cui viene pagato, l’ambiente e la sicurezza ad Asti. Da quando è assessore l’inquinamento è aumentato, la raccolta differenziata peggiora nonostante la Tari più cara d’Italia e gli astigiani, tra furti, rapine e degrado, si sentono meno sicuri. Di questo vorremmo discutere».

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