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Parcheggi a pagamento e dischi orari: «È tempo di rivedere le regole sulle soste non più adeguate alle necessità degli automobilisti»

La lista Ambiente Asti analizza il caso di via Artom, dove c'è un disco orario da un'ora, posto tra due parcheggi blu. Ma anche corso Savona, corso Felice Cavallotti e viale Partigiani hanno analoghi problemi con le soste

disco orario via Artom

Il disco orario di via Artom a ridosso del parcheggio Babilano

Parcheggiare ad Asti è sempre più difficile; se poi si vuole lasciare l'auto per una sosta prolungata, in centro, senza preoccuparsi del parchimetro o del disco orario, allora diventa un'impresa ardua. Ci sono zone della città dove, nel corso del tempo, si sono stratificati vari divieti con l'istituzione di nuovi parcheggi a pagamento tali da rendere pressoché impossibile parcheggiare l'auto, gratis, prima di andare al lavoro o, nel caso dei pendolari, di raggiungere la stazione ferroviaria.

Via Artom ne è l'esempio più recente dove, da giugno, il grande parcheggio Babilano è diventato a pagamento sotto la gestione diretta di FsPark. Una novità che ha tolto agli astigiani circa 160 posti auto gratuiti in un zona senza dubbio strategica. Tutto questo dopo la decisione dell'amministrazione Rasero di riconvertire la vicina piazza del Palio a pagamento sottraendo altri 2.092 stalli gratuiti, in parte usati proprio dai pendolari. Tra i due parcheggi restano gli stalli bianchi di via Artom dove, da molti anni, vige il disco orario di un'ora così da rendere impossibile la sosta per chi è obbligato ad allontanarsi per l'intera mattinata o fino al tardo pomeriggio. Questo a meno di non "ritoccare" ogni 60 minuti il disco orario prorogando la sosta fino a quando serve.

Sulle restrizioni imposte dai dischi orari e dall'attuale sistema dei parcheggi a pagamento, torna a farsi sentire il gruppo Ambiente Asti e il consigliere comunale Mario Malandrone. Lo fa presentando un'interrogazione al sindaco e ricordando che analoghi problemi sulla fruizione dei parcheggi a causa dei dischi orari, rispetto alle reali necessità degli automobilisti, si registrano anche in corso Felice Cavallotti, corso Savona e viale Partigiani «dove l’applicazione di limiti temporali particolarmente stringenti ha prodotto un elevato numero di sanzioni e diffuse criticità per l’utenza».

Il cartello del disco orario in corso Savona

«In molti di questi tratti il tempo di permanenza è addirittura 30 minuti, con poco interesse di attività commerciali, ma che crea disagi a cittadini, residenti, lavoratori - sottolinea Malandrone - Nel caso di viale Partigiani, come emerso anche da dati forniti dall’amministrazione comunale, nel periodo compreso tra il 10 marzo e il 7 ottobre sono state elevate centinaia di sanzioni per sosta oltre il tempo consentito e per mancata esposizione del disco orario, a dimostrazione di un sistema che appare poco aderente alle reali esigenze del territorio».

Malandrone rimarca che «la combinazione tra parcheggi a pagamento, carenza di stalli gratuiti e limiti di sosta molto ridotti rischia di trasformare il disco orario in uno strumento prevalentemente sanzionatorio, piuttosto che in un mezzo di regolazione equilibrata della mobilità urbana» e che «un sistema di sosta efficace dovrebbe garantire un adeguato equilibrio tra rotazione dei veicoli, esigenze dei residenti, fruizione dei servizi e sostenibilità economica per cittadini e attività».

Da qui la richiesta all'amministrazione per sapere se consideri «ancora adeguati i limiti di sosta attualmente in vigore in via Artom, alla luce dei cambiamenti intervenuti nel sistema dei parcheggi della zona; se siano stati effettuati studi o analisi aggiornate sull’impatto delle attuali regole di sosta, anche in relazione all’attivazione dei parcheggi a pagamento di piazza del Palio e dello scalo Babilano; quali siano i dati relativi al numero di sanzioni elevate in via Artom, in corso Felice Cavallotti, nei tratti di corso Savona e viale Partigiani interessati dal disco orario; se l’amministrazione intenda valutare una revisione dei tempi di sosta consentiti, o eliminandoli, e se intenda procedere con una rimodulazione complessiva delle aree a disco orario».

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