Intervento
10 Febbraio 2026 12:37:42
"Zoe aveva solo 17 anni. È stata uccisa a Nizza Monferrato, nel cuore del nostro territorio, da chi diceva di amarla. Un’altra giovane vita spezzata, un altro nome da aggiungere alla lista infinita delle donne vittime di femminicidio. Questa volta non è una notizia lontana. È qui, tra le nostre strade, le nostre scuole, le nostre comunità. E ci interroga con forza".
Così Silvia Massasso, responsabile del Coordinamento donne Uiltucs, interviene per commentare il tragico episodio di cronaca avvenuto nei giorni scorsi.
"La Uiltucs e il suo Coordinamento donne - continua - si uniscono al dolore della famiglia di Zoe e alla voce indignata di chi, come noi, non vuole più tacere. Perché ogni femminicidio non è un fatto isolato, ma l’espressione estrema di una cultura malata che ancora oggi normalizza la violenza di genere, il possesso, il controllo. Come sindacato, da anni siamo impegnati nella tutela delle lavoratrici e delle donne in ogni ambito della società. Sappiamo che la violenza si annida anche nei luoghi di lavoro: nelle disparità salariali, nelle molestie taciute, nei contratti precari che rendono difficile denunciare. Ma sappiamo anche che il cambiamento è possibile, se si lavora insieme. Per questo, con il Coordinamento Donne, rilanciamo con forza il nostro impegno. Zoe non c'è più. Ma possiamo, dobbiamo, fare in modo che la sua storia non venga dimenticata. Che sia un grido collettivo, non solo di dolore, ma di responsabilità. Perché fermare la violenza è un dovere di tutti. E soprattutto, non possiamo più aspettare".
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